Al Resto del Carlino, parla Aldo Costa, colui che ha lavorato con i due più grandi piloti di sempre, Micheal Schumacher e Lewis Hamilton. Quindi può permettersi di paragonarli: "Sono entrambi due campionissimi. Distinti e distanti nei modi, ma uguali in una cosa: l’ossessiva ricerca della perfezione. Michael è stato il re di un automobilismo che si basava sulla sperimentazione in pista. Lui era un pilota empirico. Parlava tanto con noi ingegneri ed era ansioso di collaudare sull’asfalto ciò che veniva progettato. Schumacher collezionava migliaia di chilometri sulla strada. Era un perfezionista attraverso la pratica. La F1 di Lewis, per ragioni che non stiamo a discutere, è senza collaudi. Lewis è l’imperatore di un automobilismo che richiede un approccio molto teorico, ore e ore di lavoro al simulatore e la risposta te la darà solo la gara. Lui in questo è fenomenale, maniacale come era Michael nel sottoporsi allo stress dei test infiniti. Sono stato bene con l’uno e con l’altro. Ci capivamo al volo, eravamo uniti dalla passione per la tecnologia. Hamilton era capace di telefonarmi la domenica a casa per discutere di un dettaglio della vettura! E Michael ti cercava per chiederti: quando lo proviamo in pista, quel tal particolare? Schumi l’ho conosciuto in Ferrari. Furono anni bellissimi. Non a caso fu proprio Michael, insieme a Ross Brawn, a chiedermi di seguirlo in Mercedes, nel 2012".

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Sezione: News / Data: Lun 26 ottobre 2020 alle 10:25
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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