A questo punto non è più soltanto una questione di capire se Kimi Antonelli diventerà campione del mondo. Dopo il Gran Premio del Bahrain in Malesia, la domanda comincia a essere soprattutto quando il pilota Mercedes potrà mettere le mani sul suo primo titolo in Formula 1. Il secondo posto conquistato a Sepang, unito al ritiro di George Russell, ha ulteriormente rafforzato la posizione dell'italiano in vetta alla classifica. Antonelli è salito a 320 punti, mentre Russell è rimasto fermo a 236: il vantaggio è ora di 84 punti. Alle loro spalle Lewis Hamilton è terzo a 214, mentre Charles Leclerc, Lando Norris e Max Verstappen sono più distanti. Restano sette Gran Premi e una sola Sprint, quella di Singapore. In totale ci sono ancora 183 punti a disposizione. Antonelli non ha quindi ancora la certezza matematica del titolo, ma la situazione è sempre più favorevole.
Singapore: il titolo non può ancora arrivare
Il primo appuntamento sarà Singapore, dal 9 all'11 ottobre. Il weekend comprende anche la Sprint del sabato e mette in palio complessivamente 33 punti. Anche con un weekend perfetto, però, Antonelli non potrebbe chiudere matematicamente il campionato a Marina Bay. Il vantaggio massimo che potrebbe costruire in questo fine settimana non sarebbe sufficiente a rendere irraggiungibile Russell con sei Gran Premi ancora da disputare. Singapore rappresenterà comunque il primo vero crocevia della volata iridata, soprattutto considerando che Russell sarà costretto a partire dal fondo dopo la sostituzione della power unit.
Austin: il primo match point possibile
La prima occasione matematica arriverà quindi negli Stati Uniti, al Circuit of the Americas, dal 23 al 25 ottobre. Per arrivare in Texas con un margine sufficiente a giocarsi il titolo, Antonelli dovrà guadagnare terreno su Russell già a Singapore. Secondo i calcoli di Formula1.com, se il pilota Mercedes riuscisse a guadagnare almeno 16 punti sul compagno di squadra a Singapore, potrebbe presentarsi ad Austin nella condizione di poter chiudere il campionato, a patto poi di vincere la gara e che Russell rimanga a secco. È uno scenario possibile, ma decisamente severo. Non basta semplicemente continuare ad arrivare davanti a Russell: per anticipare così tanto la festa servirebbe un weekend estremamente favorevole ad Antonelli.
Messico: lo scenario più realistico
Se Austin dovesse rimandare la festa, il calendario porta direttamente in Messico, dal 30 ottobre al 1° novembre. È proprio il Gran Premio del Messico che, al momento, rappresenta lo scenario più plausibile per la conquista del titolo. Dopo la gara di Città del Messico resteranno infatti soltanto 100 punti disponibili. Antonelli dovrà quindi arrivare al termine del weekend con un vantaggio superiore a quella soglia sul miglior inseguitore per avere la certezza matematica del campionato. I calcoli pubblicati da F1.com indicano proprio il Messico come il possibile appuntamento in cui il titolo potrebbe concretizzarsi se Antonelli e Russell continueranno a viaggiare su livelli simili a quelli mostrati finora.
Brasile: la rete di sicurezza
Se anche il Messico non dovesse bastare, il successivo appuntamento sarà Interlagos, dal 6 all'8 novembre. Dopo il Gran Premio del Brasile rimarrebbero soltanto 75 punti da assegnare. Questo significa che Antonelli potrebbe arrivare in Brasile senza dover necessariamente aumentare ulteriormente il proprio vantaggio in maniera significativa: gli 84 punti che separano oggi i due piloti sono già superiori al bottino massimo disponibile dopo Interlagos. In altre parole, se Russell non riuscisse a recuperare terreno nelle prossime tre gare, il Brasile rappresenterebbe una sorta di rete di sicurezza matematica per Antonelli.
Las Vegas: il margine diventa quasi decisivo
Dopo il Brasile arriverà Las Vegas, dal 19 al 21 novembre. A quel punto resteranno appena 50 punti in palio. Per Antonelli significherebbe avere davanti una situazione ancora più favorevole: un vantaggio superiore a 50 punti dopo il GP del Nevada renderebbe impossibile qualsiasi rimonta nelle ultime due gare. Se il campionato dovesse arrivare fino a questo punto ancora aperto, vorrebbe dire che Russell avrebbe mantenuto un ritmo molto superiore a quello mostrato dopo Sepang.
Qatar: l'ultimo vero bivio
Il penultimo appuntamento sarà il Gran Premio del Qatar, dal 27 al 29 novembre. Dopo Lusail resteranno soltanto 25 punti, quelli della gara conclusiva di Abu Dhabi. Antonelli avrebbe quindi bisogno di presentarsi a quel weekend con un vantaggio superiore ai 25 punti per essere già matematicamente campione. È lo scenario nel quale il titolo arriverebbe praticamente alla vigilia dell'ultima gara.
Abu Dhabi: il punto di non ritorno
Se, contro ogni previsione, Antonelli dovesse arrivare fino ad Abu Dhabi senza aver ancora chiuso il campionato, non ci sarebbero più calcoli da fare: sarebbe l'ultima gara della stagione e l'unico appuntamento rimasto a disposizione degli inseguitori. Ma arrivare fino a Yas Marina con il titolo ancora matematicamente aperto richiederebbe una rimonta importante da parte di Russell e, soprattutto, un calo di rendimento di Antonelli.
Il dato più impressionante, però, resta un altro: Antonelli non ha bisogno di vincere tutte le gare rimanenti. Il suo vantaggio di 84 punti gli permette di gestire la fase finale del campionato, mentre Russell è obbligato a recuperare terreno praticamente ogni domenica. La Mercedes, nel frattempo, dovrà gestire una situazione particolare: da una parte il titolo piloti è sempre più vicino, dall'altra il principale inseguitore è proprio l'altro pilota della squadra. Il ritiro di Russell a Sepang ha cambiato ulteriormente gli equilibri e Singapore potrebbe rappresentare un altro passaggio fondamentale, anche per le difficoltà che attendono il britannico dopo la penalità legata alla power unit. Il conto alla rovescia è quindi iniziato. Singapore sarà il prossimo capitolo, Austin il primo possibile match point e il Messico, almeno sulla carta, il luogo più probabile per assistere alla consacrazione di Kimi Antonelli come nuovo campione del mondo di Formula 1.
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