Quando finalmente la Ferrari sembra avere le carte per stare davanti, c’è sempre qualcosa che finisce per complicare tutto. A Sepang non è mancata la velocità e non è mancato Lewis Hamilton: è mancata, ancora una volta, una domenica senza rimpianti.

Il terzo posto del britannico racconta infatti soltanto una parte della sua gara. L’altra è racchiusa nella scelta iniziale delle gomme, che lo ha fatto precipitare dalla prima fila fino alle retrovie. E considerando da dove partiva, il dubbio resta inevitabile: senza quell’errore, Hamilton avrebbe potuto giocarsi la vittoria?

La Ferrari ha scommesso sulle Soft quando la pista era ancora troppo bagnata. Verstappen e le Mercedes, invece, hanno scelto le intermedie e la differenza si è vista immediatamente. Hamilton, scattato dalla seconda posizione, è precipitato nelle retrovie, fino a ritrovarsi 18° e a oltre un minuto dalla testa dopo otto giri.

La scelta iniziale si era rivelata sbagliata. Vasseur lo ha ammesso senza troppi giri di parole: partire con le intermedie sarebbe stato meglio. Hamilton, una volta persa una quantità enorme di terreno, ha però deciso di continuare con le slick quando il muretto gli ha lasciato la possibilità di rientrare. A quel punto tanto valeva portare fino in fondo la scommessa.

Poi la gara è cambiata. Le Safety Car hanno restituito alla Ferrari parte del terreno perduto e Hamilton ha fatto il resto, gestendo bene le gomme e risalendo la classifica. Il ritiro di Russell nel finale gli ha aperto definitivamente la strada verso un terzo posto che, dopo i primi giri, sembrava quasi impossibile.

Ed è proprio qui che nasce il rimpianto.

Dire che la Ferrari abbia gettato una vittoria sarebbe però troppo semplice. Verstappen era partito dalla pole e, quando ha avuto pista libera, ha dimostrato di avere un passo estremamente competitivo. Anche dopo l’ultima Safety Car è riuscito ad allungare nuovamente su Antonelli, chiudendo la gara davanti alla Mercedes e firmando il giro più veloce proprio nell’ultima tornata.

Non esiste quindi alcuna prova che Hamilton avrebbe battuto Verstappen.

Esiste però una domanda legittima. Lewis partiva accanto all’olandese e una scelta corretta delle gomme gli avrebbe consentito di affrontare la prima parte della corsa nel gruppo di testa, anziché dover ricostruire tutto dalle retrovie.

Forse Verstappen avrebbe vinto comunque. Forse Hamilton avrebbe avuto qualcosa da dire. È impossibile riscrivere una gara così caotica eliminando semplicemente una variabile. Ma è proprio quel "forse" a pesare sulla domenica della Ferrari.

Perché il vero rimpianto di Sepang non è aver perso una vittoria certa. È aver perso la possibilità di scoprire se quella vittoria fosse davvero alla portata.

Hamilton ha rimesso insieme una gara che sembrava compromessa e l’ha chiusa sul podio. Verstappen resta il riferimento e nulla permette di sostenere che Lewis lo avrebbe battuto. Ma partire secondo significava avere almeno il diritto di provarci.

Ed è qui che la storia torna al punto di partenza: quando finalmente la Ferrari sembra avere le carte per stare davanti, ce n’è sempre una.

Questa volta non sapremo mai se Hamilton avrebbe potuto vincere. E forse è proprio questo il rimpianto più grande.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 06 ottobre 2026 alle 17:00
Francesco Franza
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Francesco Franza
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Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari