Il podio conquistato da Lewis Hamilton a Sepang e il quarto posto di Charles Leclerc hanno permesso alla Ferrari di salvare una gara che, dopo pochi chilometri, sembrava destinata a trasformarsi in un disastro. Ma proprio la rimonta delle due SF-26 ha lasciato una domanda inevitabile: quanto avrebbe potuto ottenere la Ferrari se la strategia iniziale fosse stata quella giusta? A Sepang il muretto di Maranello ha scelto di schierare entrambe le vetture con le gomme slick, mentre Red Bull e Mercedes hanno optato per le intermedie. La pista era ancora troppo bagnata per gli pneumatici da asciutto e Hamilton e Leclerc sono immediatamente precipitati nelle retrovie. Il monegasco è stato poi costretto a rientrare già al primo giro dopo il contatto con Nico Hülkenberg, mentre Hamilton ha deciso di proseguire con le slick, trasformando quella che sembrava una scelta disastrosa in una rimonta fino al terzo posto. Il risultato finale, quindi, racconta solo metà della storia. Ferrari ha chiuso con un terzo e un quarto posto, ma la prestazione mostrata nella seconda parte della gara ha dimostrato che il potenziale per fare bene c'era. Charles Leclerc, nei giorni successivi, ha invitato apertamente la squadra a prendere esempio dalla Red Bull proprio nella gestione delle strategie in condizioni complicate. E Sepang non è stato un episodio isolato.

Budapest 2022: Leclerc e la scelta delle hard

Uno degli episodi più difficili da dimenticare risale al Gran Premio d'Ungheria del 2022. Charles Leclerc era in testa alla gara e sembrava avere tutte le possibilità di giocarsi la vittoria. Ferrari decise però di richiamarlo ai box per montare le gomme hard. La scelta si rivelò disastrosa. Leclerc non riuscì a portare gli pneumatici nella corretta finestra di funzionamento, perse rapidamente prestazione e fu costretto a fermarsi nuovamente. Alla fine chiuse soltanto sesto, mentre la vittoria andò a Max Verstappen. Quella gara divenne uno degli esempi più citati delle difficoltà strategiche della Ferrari dell'epoca: la macchina aveva il potenziale per vincere, ma una decisione del muretto trasformò una possibile vittoria in una gara anonima.

Silverstone 2022: la Safety Car e l'occasione persa da Leclerc

Poche settimane prima era arrivato un altro episodio emblematico. A Silverstone, Leclerc si trovava al comando quando l'ingresso della Safety Car avrebbe permesso alla Ferrari di effettuare una sosta per montare gomme nuove. Il team decise invece di lasciare il monegasco in pista con pneumatici usati, mentre Carlos Sainz rientrò ai box. Alla ripartenza, Leclerc si ritrovò quindi a difendersi con gomme molto più vecchie rispetto agli avversari. Sainz, al contrario, sfruttò gli pneumatici nuovi e conquistò la prima vittoria della sua carriera in Formula 1. Anche in questo caso Ferrari aveva una macchina in grado di vincere, ma la gestione della Safety Car finì per cambiare completamente il risultato.

Silverstone 2024: le intermedie troppo presto

Il problema si è ripresentato due anni più tardi, ancora una volta a Silverstone. Nel 2024 la pioggia arrivò in maniera progressiva e la Ferrari decise di anticipare la sosta di Leclerc per montare le gomme intermedie. La pista, però, non era ancora sufficientemente bagnata per permettere agli pneumatici di funzionare correttamente. Il monegasco perse immediatamente terreno e scivolò nelle retrovie, chiudendo la gara soltanto al 14° posto. Ancora una volta non si trattava di una Ferrari priva di ritmo: fu la decisione presa nel momento sbagliato a compromettere una gara che avrebbe potuto avere un esito completamente diverso.

Las Vegas 2025: l'undercut che Ferrari non riuscì a leggere

Nel 2025 arrivò un altro episodio significativo al Gran Premio di Las Vegas. La Ferrari non riuscì a reagire nel modo corretto alla strategia degli avversari e Oscar Piastri riuscì a guadagnare la posizione attraverso l'undercut. Charles Leclerc, al termine della gara, parlò apertamente di un'occasione persa dalla squadra. Non fu un errore clamoroso come Budapest o Sepang, ma rappresentò un altro esempio di come pochi secondi possano cambiare completamente una gara quando Ferrari non riesce a reagire tempestivamente alle mosse degli avversari.

Zandvoort 2026: il problema dell'esecuzione

Nel 2026 il tema è tornato anche al Gran Premio d'Olanda. Lewis Hamilton disponeva di un ritmo particolarmente competitivo e, grazie alla strategia alternativa adottata rispetto a Leclerc, sembrava avere una concreta possibilità di giocarsi il podio. Ferrari, però, ritardò la chiamata ai box di Leclerc. Hamilton rimase così bloccato dietro al compagno di squadra, perdendo tempo prezioso proprio quando avrebbe avuto bisogno di sfruttare il proprio passo. Il britannico chiuse quarto e, successivamente, riconobbe che la gestione strategica gli era costata una possibile opportunità per il podio. In questo caso il problema non fu necessariamente l'idea di fondo, ma soprattutto l'esecuzione.

Sepang 2026: il caso più recente

Poi è arrivato Sepang. Con la pista ancora umida prima della partenza, Ferrari ha scelto di affidarsi alle gomme slick con entrambe le vetture. Red Bull e Mercedes hanno invece optato per le intermedie. Il risultato è stato immediato: Hamilton e Leclerc hanno perso una quantità enorme di posizioni nei primi giri e la Ferrari ha dovuto trasformare una gara che poteva essere affrontata dalla parte alta dello schieramento in una lunga rimonta. Ironia della sorte, il risultato finale ha quasi nascosto la gravità dell'errore. Hamilton è riuscito a risalire fino al terzo posto e Leclerc al quarto, dimostrando che il ritmo della SF-26 era sufficiente per lottare nelle prime posizioni. Proprio per questo la decisione iniziale pesa ancora di più: Ferrari aveva una macchina competitiva, ma ha dovuto recuperare per tutta la gara ciò che aveva perso nei primi minuti.

L'accumulo di errori

Guardando questi episodi, sarebbe però semplicistico dire che Ferrari sbaglia sistematicamente ogni strategia. La Formula 1 obbliga i team a prendere decisioni con informazioni incomplete. Pioggia, Safety Car, degrado e temperatura degli pneumatici possono cambiare completamente una gara nel giro di pochi minuti. Lo stesso Fred Vasseur lo ha sottolineato dopo Sepang, difendendo la scelta di adottare la stessa strategia con entrambe le vetture: quando una squadra è convinta che una soluzione sia quella migliore, deve anche assumersi il rischio di seguirla. Il problema emerge quando questi episodi si accumulano. Budapest 2022. Silverstone 2022. Silverstone 2024. Las Vegas 2025. Zandvoort 2026. Sepang 2026. Non sono tutti errori identici e non hanno tutti lo stesso peso. Ma hanno un elemento in comune: in momenti diversi Ferrari si è trovata con una macchina capace di ottenere un risultato importante e ha finito per complicarsi la vita attraverso una decisione strategica o un'esecuzione non abbastanza efficace. Ferrari non ha bisogno di trovare sempre la strategia perfetta. Nessun team ci riesce. Ha bisogno di ridurre drasticamente le occasioni in cui una gara potenzialmente positiva viene trasformata in una rimonta. Perché quando la macchina c'è, come dimostrato ancora una volta a Sepang, il margine per vincere o salire sul podio può essere molto più grande di quanto racconti il risultato finale.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 07 ottobre 2026 alle 22:00
Autore: Leonardo Adamo
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