Ci sono gare che sembrano l'inizio di qualcosa e che, qualche mese dopo, scopri essere state la fine. Spa, per la Ferrari, rischia di essere esattamente questo. Charles Leclerc arrivò secondo ad appena 1"952 da Kimi Antonelli, Lewis Hamilton quarto. Due settimane prima, a Silverstone, il monegasco aveva vinto con il sette volte campione del mondo terzo.

La Ferrari sembrava aver finalmente trovato continuità. Oggi quelle due domeniche raccontano invece l'ultima versione di una SF-26 capace di frequentare stabilmente il podio.

Da Spa in poi è cambiato tutto

Il primo campanello d'allarme arriva subito dopo, in Ungheria. In qualifica Ferrari piazza entrambe le vetture nelle prime tre posizioni, con Hamilton secondo e Leclerc terzo. Lewis viene però penalizzato di tre posizioni per aver ostacolato Oscar Piastri: Charles sale così in prima fila, mentre il britannico scivola al quinto posto sulla griglia.

La domenica non mantiene le promesse del sabato. Leclerc conclude quarto, Hamilton quinto. A Zandvoort cambia l'ordine dei piloti, non la sostanza: Lewis è quarto e Charles quinto. Due gare consecutive senza podio possono ancora sembrare un passaggio a vuoto. Quelle successive trasformano però l'indizio in una tendenza.

Monza avrebbe dovuto rappresentare la reazione davanti al pubblico di casa. Diventa invece una delle fotografie più dolorose della stagione: Leclerc completa appena un giro prima del ritiro, mentre Hamilton non va oltre la sesta posizione. Davanti c'è una Mercedes imprendibile, con Antonelli vincitore e Russell secondo.

Madrid concede qualche segnale migliore, ma non cambia la sostanza. Leclerc termina ancora quarto, mentre Hamilton è costretto al ritiro nelle prime fasi per un problema all'impianto frenante. Ferrari lascia un altro fine settimana senza portare a casa un podio.

Il dato, a quel punto, diventa difficile da ignorare: dopo il secondo posto di Leclerc a Spa, nessuna Ferrari è più entrata nei primi tre.

Baku e lo spettro della quarta forza

L'Azerbaigian porta il problema definitivamente in superficie.

Leclerc conquista la prima fila, ma il risultato nasconde una distanza pesante: 837 millesimi dalla pole di George Russell. Piastri, terzo, rimane invece appena un millesimo alle spalle della Ferrari.

In gara la fotografia diventa ancora più chiara. Russell vince davanti a Verstappen e Hadjar. Leclerc chiude quarto a 14"136 dal vincitore, Hamilton sesto. La SF-26 raccoglie punti, ma ancora una volta resta fuori dal podio.

Ed è proprio dopo Baku che arrivano parole difficili da ignorare.

Leclerc riconosce il terreno da recuperare rispetto agli avversari e chiede alla Ferrari nuovi sviluppi per ridurre il divario da Mercedes, Red Bull e McLaren. Vasseur, a sua volta, assicura che gli aggiornamenti arriveranno presto.

Non è un dettaglio. A Baku Ferrari non aveva introdotto novità sulla SF-26, scegliendo di massimizzare il pacchetto esistente, mentre McLaren aveva portato diversi aggiornamenti aerodinamici.

Ed eccoci alla domanda che soltanto poche settimane fa sarebbe sembrata quasi provocatoria: Ferrari è diventata la quarta forza?

Trasformarla già in una certezza sarebbe eccessivo. I rapporti di forza cambiano da circuito a circuito e la SF-26 ha dimostrato di possedere ancora velocità, soprattutto sul giro secco. Ma la tendenza delle ultime gare non può essere liquidata come un incidente.

Perché non è Ferrari ad essere improvvisamente diventata lenta. È il gruppo intorno a lei ad essersi mosso più velocemente.

Da inseguire il Mondiale a inseguire gli aggiornamenti

Ed è qui che Spa torna ad assumere un significato diverso.

Silverstone: Leclerc primo, Hamilton terzo. Spa: Leclerc secondo, Hamilton quarto. Poi Ungheria: quarto e quinto. Zandvoort: quarto e quinto. Monza: un ritiro e un sesto posto. Madrid: un quarto posto e un ritiro. Baku: quarto e sesto.

Non serve parlare di una Ferrari precipitata improvvisamente nelle retrovie, perché non è successo. Il problema è forse più sottile: la Ferrari è rimasta competitiva mentre gli altri hanno continuato a crescere.

E in Formula 1 restare fermi equivale quasi sempre ad arretrare.

A luglio, dopo Silverstone, ci si poteva ancora chiedere fin dove sarebbe arrivata la rimonta del Cavallino. A Spa quella speranza sembrava avere trovato una conferma.

Oggi Leclerc non parla più soltanto di vincere. Chiede aggiornamenti per recuperare il terreno perduto.

Forse è proprio questa la misura più fedele del momento Ferrari. Spa sembrava l'inizio della rincorsa. Due mesi dopo, scopriamo che potrebbe essere stata l'ultima domenica in cui Maranello riusciva ancora a guardare davanti senza preoccuparsi di chi stava arrivando alle sue spalle.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 29 settembre 2026 alle 20:00
Francesco Franza
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Francesco Franza
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Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari