Concluso il Gp in Malesia, al Mugello - durante il Gran premio Storico d'Italia - abbiamo avuto l'occasione di intervistare anche Eddie Irvine - dopo le interviste di ieri a Mika Salo e ad Antonio Giovinazzi. Il pilota nordirlandese che ha iniziato con Michael Schumacher l'inizio della grande epoca d'oro della Ferrari - celebrata in questo weekend al Mugello - ci ha portato dentro i primi anni dell'Era Todt, sottolineando il grande lavoro del Kaiser

Quando guardi indietro al mondiale 1999, provi più frustrazione o nostalgia?

Non guardo indietro. Impari delle lezioni nel corso della tua vita, ma non guardo indietro o provo frustrazione per quello che è stato. Cerco di guardare cosa c'è dopo ed è quello che ho fatto.

Quando sei arrivato in Ferrari nel 1996, la macchina era ancora lontana da quella che ha dominato nei primi anni 2000. Hai spesso detto che Schumacher aveva una grande abiltà nel guidarla. Tecnicamente, qual era l'aspetto di quella macchina che non si addiceva alle tue caratteristiche. 

Michael aveva un talento incredibile, se guardi i cinque titoli mondiali vinti con Ferrari e poi la Rossa ne ha vinto solo un altro con Raikkonen. É molto difficile vincere in Ferrari. Hanno degli svantaggi rispetto ai team inglesi e hanno più difficoltà, ma Michael è il miglior pilota di tutti i tempi e se guardi i suoi record sono abbastanza incredibili. Non sono solo sette titoli mondiali, è andato vicino a vincerne undici. Un pilota pazzesco.

Cosa mancava alla macchina del 1996 rispetto a quelle degli anni seguenti.

Aveva tanto carico aerodinamico ed è il motivo per cui Michael ha vinto quella gara sul bagnato in Spagna, io fui molto sfortunato provando a superare all'esterno Berger, avevo una macchina molto forte in quella gara. Ma ho toccato l'acqua. Era molto sensibile come vettura, abbiamo lavorato molto sui freni. Non era la migliore macchine che ho guidato lì, ogni anno da lì abbiamo fatto un passo in avanti e ovviamente nel 1999 la macchina era la migliore e Michael mi disse che la macchina del 2000 era veramente un gran passo in avanti rispetto a quella dell'anno prima. Anno dopo anno si è evoluta, senza rivoluzionare niente

Qual è stato il cambiamento più grande dal 1996 al 1999? É cambiato anche il modo di lavorare?

Molto difficile da dire. Ross (Brawn ndr.) era molto disciplinato, lavorava per gradi sulla macchina finche non vedeva dei miglioramenti. Non prendeva rischi e per questo venivamo così spesso al Mugello, venivamo qui per testare parti sulla macchina. Ragionava sempre sull'affidabilità. É il motivo per cui ho avuto la chance di giocarmi il titolo del '99, non eravamo veloci quanto la McLaren ma avevamo la giusta affidabilità per giocarci il mondiale. Ho finito tante gare sul podio, ho vinto qualche gara. Il grande cambiamento è la disciplina di Ross Brawn, quando è arrivato.

Quanto è cambiato lo sviluppo in Formula 1 in quegli anni?

La macchina del 1996 era una bestia a sé, diversa rispetto al 1995 e al 1997. Anno dopo anno, cambiavano i regolamenti e le macchine si evolvevano. All'epoca le nostre macchine erano sempre molto al llimite, attualmente sono più lente. Vedo ancora le gare e capisco perché Alonso e Verstappen si lamentano perché sono molto lente. Ad un pilota piacciono le macchine che sembrano vive e queste non lo sembrano proprio. Il sound è diverso, non c'è niente. Ci sono dei motori terribili, mi piaceva il suono dei motori Turbo come ai tempi di Prost, i turbo della Renault, avevano un suono completamente diverso. V6, V8 e V12 erano motori pazzeschi, la differenza era piacevole. Ora vai a Monaco e non ti diverti".

Ultima domanda: cosa hai provato a riguardare quella folla di tifosi rossi venuti qui ad acclamare quell'epoca? Sei orgoglioso di quanto fatto?

Abbiamo iniziato la Golden Age della Ferrari nel 1996 e da lì abbiamo vinto tanto. Prima di noi, la Ferrari aveva vinto poche gare, credo Jean (Alesi ndr) ne vinse una, prima qualcosa Prost forse. Ma quando siamo arrivati io e Michael abbiamo iniziato a costruire un team competitivo e Michael poi ha continuato con i cinque titoli, qualcosa di incredibile. É stata un'epoca incredibile, credo sia complicato tornare a quel tempo. C'eravamo io, Michael, Ross Brawn, Jean Todt, Rory Byrne, era un gran team. Alla gente piace il successo e noi avevamo molto successo all'epoca.

Sezione: Ferrari / Data: Dom 04 ottobre 2026 alle 18:00
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.