Il commercialista e giornalista pubblicista che ha acceso i riflettori sulle imposte dovute in Italia dai piloti stranieri parla in esclusiva a F1-News.eu (Formulanews.it): dall’interrogazione parlamentare del 2020 all’esposto alla Guardia di Finanza, passando per Il ruolo delle scuderie e i nuovi fronti che si aprono.
(di Mirko Borghesi) La notizia non è soltanto la cifra — poco meno di cento milioni di euro — ma il percorso che ha portato a quel recupero. Un percorso iniziato anni prima degli accertamenti della Guardia di Finanza di Bologna, quando il commercialista e giornalista pubblicista Emilio de Santis cominciò a chiedere perché i redditi prodotti dai piloti stranieri durante i Gran Premi disputati in Italia non fossero sottoposti, secondo lui, a controlli e riscossioni adeguati. La questione parte da un principio semplice da enunciare e molto più complesso da applicare: uno sportivo può risiedere all’estero, ma una parte del suo reddito può essere imponibile nel Paese in cui gareggia. Nel caso della Formula 1, dietro questa regola si apre un intreccio di contratti internazionali, ritenute, scuderie non residenti, convenzioni contro le doppie imposizioni e compensi da ripartire tra le gare di un’intera stagione. In esclusiva a F1-News.eu (Formulanews.it), de Santis ricostruisce l’intera vicenda: le prime segnalazioni, l’interrogazione arrivata in Parlamento nel 2020, il servizio di Report, gli esposti presentati dall’avvocato Alessandro Mei e l’intervento delle Fiamme Gialle. Ma soprattutto rivendica quella che considera la vera novità rispetto al passato: «Sono stati incassati i soldi».
Tutto nasce dall’interrogazione parlamentare del 2020
Emilio de Santis parte dall’origine, quando il tema non aveva ancora raggiunto le cronache nazionali: “Tutto nasce da un’interrogazione parlamentare che feci fare nel 2020 al Ministero dell’Economia e delle Finanze, circa il mancato pagamento delle imposte da parte degli sportivi stranieri per le gare che si disputano in Italia. E quindi, evidentemente, riguarda in pieno i piloti di Formula 1”. L’atto richiamato è l’interrogazione al Senato n. 4-04123 del 5 ottobre 2020, firmata da Enrico Aimi, Antonio Barboni e Anna Maria Bernini. Il documento chiedeva al MEF quali risultati fossero stati ottenuti, nel quinquennio precedente, dalla riscossione sui redditi degli sportivi residenti all’estero ma attivi in Italia e se non fosse necessario costruire un sistema più efficace.
Prima e dopo quel passaggio parlamentare, racconta de Santis, ci furono comunicazioni formali rivolte all’amministrazione finanziaria: “Questo fenomeno del mancato pagamento dell’imposta fu da me segnalato all’Agenzia delle Entrate: alla direzione della Lombardia, a quella dell’Emilia-Romagna e sino alla direzione centrale. Lamentavo il fatto che non ci fossero informazioni sulle imposte dovute dagli sportivi e, in particolare, dai piloti di Formula 1". Non telefonate informali, sottolinea, ma documenti tracciabili: “Le mie segnalazioni erano tutte documentate, non telefonate: erano PEC inviate all’Agenzia delle Entrate. Ho ricevuto anche molte risposte cortesi, per la verità, ma che ritenevo inconferenti rispetto al problema che ponevo”.
Il rapporto di de Santis con la fiscalità del motorsport precede di molti anni la vicenda attuale. Il commercialista e giornalista pubblicista lega la sua conoscenza del settore all’esperienza maturata con diversi piloti. I problemi che a quel tempo affrontò e risolse con successo sono differenti: da una parte c’è la residenza fiscale complessiva del contribuente; dall’altra la tassazione della quota di reddito collegata a una prestazione svolta nel nostro Paese. Ma quell’esperienza gli avrebbe fornito gli strumenti per individuare il secondo problema: “Se non avessi avuto quell’esperienza, non sarei mai arrivato a fare i ragionamenti che faccio adesso. È una materia che mastico molto bene. Lo dico perché è proprio da quelle esperienze che è venuta fuori la questione di cui parliamo oggi: le imposte dovute per le gare disputate in Italia”.
Da Report agli esposti: «Poi è arrivata la Guardia di Finanza»
Nel novembre 2021 la vicenda entrò nel servizio di Report “Controlli al campione”, firmato da Giulia Presutti. Emilio de Santis ricorda quel passaggio come una prima occasione per portare il tema davanti a un pubblico più ampio: “Nel novembre del 2021 fui intervistato da Report. Il servizio era “Controlli al campione” di Giulia Presutti e narrava queste cose. C’era la promessa di tornarci sopra, ma poi non ci è tornato più nessuno”. Secondo il suo racconto, l’assenza di risposte ritenute soddisfacenti portò a un ulteriore salto di livello: “Dal silenzio che alla fine sono stato costretto a riscontrare, sono partiti gli esposti alle Procure regionali della Corte dei conti dell’Emilia-Romagna, della Toscana e della Lombardia”.
Il passaggio successivo coinvolse l’avvocato bolognese Alessandro Mei.
“L’avvocato Mei, nel giugno dello scorso anno, presentò un esposto alla Guardia di Finanza di Bologna. Da lì finalmente è partita l’attività e, dalle notizie pubblicate dal Resto del Carlino e da altre testate, c’è stato un recupero vicino ai cento milioni, che risulterebbero già pagati dai soggetti interessati”. Il Resto del Carlino, il 3 settembre 2026, ha riferito di poco meno di cento milioni recuperati all’Erario dopo gli accertamenti amministrativi del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Bologna. Il quotidiano ha inoltre precisato che non risulta aperta un’inchiesta penale. Emilio de Santis insiste sulla differenza tra la fase iniziale e la notizia attuale: “La novità rispetto a quanto era già stato scritto è questa: sono stati incassati i soldi”.
I nostri conteggi riguardavano il 2020 e il 2021
La cifra complessiva è molto superiore alle simulazioni originariamente predisposte da de Santis. Proprio per questo, il commercialista ipotizza — senza presentarlo come dato certo — che le verifiche abbiano coperto un periodo più esteso rispetto alle prime annualità segnalate. “L’esposto faceva riferimento agli anni 2020 e 2021 e, in particolare, alle gare disputate in Italia in quel periodo. Cento milioni vanno oltre il conteggio che avevo fatto per quelle sole annualità. È quindi possibile che siano stati presi in considerazione anche altri periodi, fino al 2024 o al 2025, oltre certo alle sanzioni (massimo dell'epoca 240%) . Ma voglio essere chiaro: questo io non lo so, perché non ho gli atti degli accertamenti. È un ragionamento che faccio partendo dalle notizie pubblicate”.
La prudenza è importante. Emilio de Santis spiega che il suo lavoro iniziale utilizzava informazioni reperibili pubblicamente, mentre la Guardia di Finanza ha il potere di acquisire i contratti e i dati effettivi: “Io avevo simulato dei conteggi per l’esposto, limitandomi al 2020 e al 2021. La Guardia di Finanza può invece prendere i compensi contrattuali effettivi. Nell’esposto, inevitabilmente, c’erano quelli pubblicati dai siti specializzati”.
Come si calcola il reddito prodotto durante un Gran Premio
Per spiegare ai non addetti ai lavori il meccanismo, de Santis propone una simulazione. Non è il calcolo di una posizione reale, ma un esempio numerico per comprendere come una parte del compenso annuale possa essere collegata alle gare italiane: “Il conteggio si fa prendendo i compensi contrattuali. Si divide quell’importo per il numero delle gare del campionato e si moltiplica il risultato per le gare disputate in Italia”.
Poi rende il concetto ancora più concreto, usando il nome di Lewis Hamilton esclusivamente come esempio aritmetico: “Mettiamo, per fare un nome, cento milioni di compenso e venti gare. Dividendo per venti vengono fuori cinque milioni per gara. Se in quella stagione le gare italiane sono tre, si arriva a quindici milioni. Attenzione: non è l’imposta da pagare, è l’imponibile sul quale applicare l’aliquota. Se la gara italiana è una, la quota è una sola”. L’esempio è volutamente semplificato. Il calcolo concreto dipende dalla natura dei compensi, dai contratti effettivi, dalla convenzione contro le doppie imposizioni applicabile al singolo pilota e dall’eventuale collegamento di sponsorizzazioni e altri redditi alla prestazione sportiva svolta in Italia.
“La norma che stabilisce che gli sportivi devono pagare le imposte dove si disputa l’evento è normalmente l’articolo 17 delle convenzioni. Nel nostro ordinamento il principio si collega all’articolo 23 del TUIR. Per me il punto è pacifico: l’attività svolta in Italia produce una quota di reddito imponibile in Italia”. L’articolo 17 del modello OCSE, ripreso dalle convenzioni bilaterali, attribuisce infatti allo Stato nel quale viene svolta la prestazione sportiva la possibilità di tassare il reddito a essa collegato. L’articolo 23 del TUIR stabilisce, per i non residenti, quali redditi si considerano prodotti nel territorio dello Stato.
Piloti e scuderie: “Un tema delicato, è stata fatta confusione”
Una delle questioni più complesse riguarda il soggetto tenuto materialmente al versamento. Nelle ricostruzioni giornalistiche sono stati affiancati piloti e scuderie, ma de Santis invita a non sovrapporre automaticamente le rispettive posizioni: “Quello delle scuderie è un tema delicato, perché secondo me negli articoli è stata fatta un po’ di confusione. La scuderia sarebbe obbligata a effettuare la ritenuta d’imposta sui compensi che paga, ma bisogna guardare alla sua posizione concreta”.
Secondo il commercialista, in altri Paesi il meccanismo sarebbe accompagnato da procedure più strutturate: “In Belgio, Francia, Germania o Spagna, per la gara arriva il certificato delle imposte pagate dalla scuderia. L’Italia non ha nulla di simile. Ma questo non significa che l’obbligo fiscale venga meno”.
Il nodo, continua, è stabilire se la squadra non residente disponga o meno di una stabile organizzazione nel territorio italiano: “Se si ritiene, come ritengo io, che la scuderia abbia una stabile organizzazione in Italia anche quando viene qui per due o tre gare, allora è obbligata a effettuare la ritenuta. Se invece si ritiene che la stabile organizzazione non esista, può venire meno quell’obbligo in capo alla scuderia. Ma per il pilota la situazione non migliora: dovrebbe dichiarare personalmente tutto il reddito imponibile in Italia”. È uno dei passaggi tecnicamente più delicati dell’intervista e richiede una valutazione caso per caso. Il principio generale, però, resta quello indicato da de Santis: l’eventuale mancata applicazione della ritenuta non cancella il reddito prodotto nel territorio italiano.
Non soltanto Formula 1: «Vale per qualsiasi sport»
L’automobilismo è il caso più visibile, ma la questione non si fermerebbe ai paddock. L’articolo 17 delle convenzioni riguarda in generale artisti e sportivi che esercitano la propria attività in uno Stato diverso da quello di residenza: “Questo riguarda qualsiasi sport: golf, tennis e molte altre discipline. Nel tennis può esserci il premio sul quale l’ente che lo paga applica la ritenuta. Ma poi possono esserci anche compensi e sponsorizzazioni da valutare pro quota. Ogni sport ha le sue particolarità, però il principio di fondo resta”.
Emilio de Santis confronta inoltre il sistema italiano con quello di altri Paesi vicini
“San Marino ha circolari severissime; la Svizzera non ne parliamo. In Italia, invece, bisogna tornare indietro al 2006 per trovare i primi riferimenti operativi all’obbligo delle imposte dovute dagli stranieri per le gare svolte qui”. Il commercialista auspica quindi un meccanismo ordinario di controllo e riscossione, capace di funzionare senza dover attendere ogni volta un esposto. “Mi aspetto che finalmente l’Agenzia delle Entrate riprenda in mano la questione e che il Parlamento torni a quella interrogazione in cui si invitava il MEF a fare ciò che era necessario per ottenere il pagamento delle imposte da parte degli sportivi che gareggiano in Italia”.
Il nuovo fronte: «Presentato un esposto anche per la Formula E a Roma»
La Formula 1 non sarebbe l’unico campionato automobilistico coinvolto dal principio. Emilio de Santis rivela a F1-News.eu (Formulanews.it) l’esistenza di una nuova iniziativa relativa agli E-Prix disputati nella Capitale: “È stato presentato in epoca recentissima un esposto alla Guardia di Finanza di Roma per i piloti che hanno partecipato al campionato di Formula E all’Eur. È una cosa poco nota, ma il principio è esattamente lo stesso”. Su questo fronte, tuttavia, non ci sono ancora risultati da annunciare. Lo stesso de Santis invita alla cautela: “Non ho notizia dell’esito e non so se siano già state avviate verifiche. Per correttezza va detto, perché l’esposto è davvero molto recente”.
La Formula E costituisce quindi un capitolo ancora aperto, distinto dagli accertamenti bolognesi sulla Formula 1. L’elemento comune è la domanda fiscale: quale quota dei compensi dei piloti non residenti è riconducibile alle gare svolte sul territorio italiano e in che modo deve essere riscossa?
L’altro tema: gli sportivi italiani residenti all’estero
Durante l’intervista emerge anche una questione differente, che de Santis tiene a separare dal filone principale. Se il caso dei piloti stranieri riguarda la tassazione del reddito prodotto in Italia, per i cittadini italiani trasferiti in Paesi a fiscalità privilegiata si discute della loro stessa residenza fiscale.
“È un altro tema, anche se collegato. Per chi si trasferisce in Paesi inseriti nelle liste fiscali rilevanti esiste la presunzione del mantenimento della residenza in Italia, salva la prova contraria. In parole semplici, il Fisco può sostenere che tu sia ancora residente in Italia e spetta al contribuente fornire gli elementi contrari. Il riferimento è l’articolo 2, comma 2-bis, del TUIR”. Emilio de Santis richiama anche gli accordi sullo scambio di informazioni e la voluntary disclosure del 2015, osservando che non vanno confusi con le convenzioni generali contro le doppie imposizioni. “Molti hanno ritenuto che gli accordi stipulati con il Principato di Monaco nel 2015 ai fini della voluntary disclosure producessero effetti assimilabili a quelli di una convenzione. Secondo recenti sentenze non è così. È una questione tecnica, ma molto importante”.
E aggiunge che la disciplina italiana della residenza è cambiata dal 2024, attribuendo maggiore rilevanza ai legami personali e familiari. Anche questo, precisa, meriterebbe un approfondimento autonomo: non basta un singolo elemento per risolvere ogni caso e la posizione va ricostruita sulla base dei fatti concreti. “Dal 2024 è cambiata la musica. Se una persona guadagna nel mondo ma mantiene in Italia il nucleo principale delle relazioni personali e familiari, il tema della residenza fiscale diventa ancora più delicato. Però questo è un capitolo complesso, da trattare a parte”.
Perché il problema è emerso soltanto adesso?
La domanda finale è anche quella politicamente più scomoda: se le norme esistevano già, perché si è arrivati agli accertamenti e ai versamenti soltanto dopo anni? La risposta di de Santis è netta: “È la stessa domanda che faccio io agli organi di governo e all’amministrazione finanziaria. Se si fossero attivati quando sono partite le prime denunce, tra il 2019 e il 2020, si sarebbero potute recuperare anche annualità precedenti”. Secondo una sua stima, il ritardo avrebbe reso non più accertabili somme importanti: “Io calcolo un possibile mancato recupero nell’ordine di 50 o 60 milioni, perché alcune annualità nel frattempo sono scadute. È una stima che andrebbe ricostruita anno per anno, verificando i termini applicabili, ma il problema esiste”. Emilio de Santis usa l’espressione “danno erariale”, ma si tratta della valutazione dell’intervistato e non di una conclusione giudiziaria. Per stabilire cifre e responsabilità sarebbero necessari gli atti dell’Agenzia delle Entrate, della Guardia di Finanza e delle Procure contabili interessate.
Il punto di arrivo — e quello di partenza
Il recupero vicino ai cento milioni rappresenta per de Santis la conferma che la questione sollevata anni fa non era teorica. Ma non basta, a suo giudizio, a chiudere il dossier. “La cosa importante è che oggi i soldi risultano incassati. Però da qui in avanti bisogna creare un sistema stabile. Non possiamo ogni volta affidarci a una segnalazione, a un esposto o all’iniziativa di qualcuno”.
Il banco di prova saranno le prossime stagioni. Se il reddito attribuibile alle gare italiane verrà individuato e tassato in modo ordinario, il caso nato dalle segnalazioni del 2020 potrà trasformarsi in una prassi. In caso contrario, il rischio è che l’attenzione si riaccenda soltanto davanti a una nuova cifra milionaria.
Fonti per approfondire, ricerca a cura di F1-News.eu
- Il Resto del Carlino, 3 settembre 2026: recuperati quasi cento milioni
- Senato della Repubblica, interrogazione n. 4-04123 del 5 ottobre 2020
- RaiPlay, “Controlli al campione” di Giulia Presutti
Altre notizie - News
Altre notizie
- 14:40 ESCLUSIVA F1-News.eu — Fisco e Formula 1, Emilio de Santis: «Incassati quasi 100 milioni. Ora si faccia chiarezza anche sulla Formula E»
- 11:48 F1 | Hamilton dagli steward dopo le FP2: nel mirino il presunto blocco a Bortoleto
- 11:46 F1 | Leclerc davanti a tutti in FP2, ma Verstappen nasconde le carte
- 11:43 F1 | Bahrein, pista sporca nelle FP2: i piloti fanno i conti con gomme senza grip
- 11:10 F1 | Ferrari accende il Bahrein: Leclerc davanti, Davidson promuove la Rossa
- 11:08 F1 | Leclerc sorprende tutti in Bahrain: Ferrari davanti nelle FP2
- 11:01 F1 | Bortoleto si ferma in pista: problema al cambio e VSC nel finale delle FP2
- 10:56 F1 | Verstappen convince nelle FP2 in Bahrain: Davidson esalta il passo Red Bull
- 10:54 F1 | Aston Martin in difficoltà in Bahrain: Stroll si ferma nella corsia box
- 10:52 F1 | Bortoleto-Lindblad, è già battaglia in Bahrain: l'Audi va all'attacco
- 10:49 F1 | Sepang, tutti in pista per le simulazioni gara: degrado gomme sotto osservazione
- 10:36 F1 | Verstappen resta sulle medie, Hadjar si avvicina a Leclerc
- 10:34 F1 | Bortoleto furioso con Hamilton: Lewis non lo vede, episodio sotto investigazione
- 10:30 F1 | Ferrari accende le soft: Leclerc davanti a Norris, Hamilton risale
- 10:28 F1 | Mercedes spreca il primo assalto con le soft: errori per Russell e Antonelli
- 10:23 F1 | Verstappen in difficoltà nelle FP2: problema alla posizione di guida
- 10:20 F1 | Leclerc sfiora il dissuasore: rischio all’ingresso della pit lane
- 10:16 F1 | Bahrein, allarme pioggia nelle FP2: il radar mette in agitazione i team
- 10:13 F1 | Verstappen detta il ritmo in Bahrain, allarme Hadjar: “Freni terribili”
- 10:11 F1 | Bahrein, gomme già in crisi: l’asfalto manda in tilt i piloti
- 10:02 F1 | Ferrari, Vowles esprime solidarietà a Vasseur: "Non c'è posto migliore"
- 09:04 F1 | Penalità motore a Sepang: Hadjar -5 posizioni, Colapinto -10, Lindblad dal fondo
- 07:49 F1 | Recap FP1 Sepang, Verstappen davanti a Russell: Mercedes soffre sul passo gara
- 07:36 F1 | Mercedes in difficoltà sul passo gara in FP1, Russell preoccupato via radio
- 07:19 F1 | Sepang mette alla prova Bearman in FP1: “Il sedile è molto caldo”
- 07:16 F1 | Bortoleto sconvolto dal caldo di Sepang in FP1: “Mai vissuto temperature così folli”
- 07:03 F1 | Sepang, FIA dichiara l’Heat Hazard: ecco come funziona il kit di raffreddamento
- 06:56 F1 | Russell in FP1 a Sepang via radio: “Questa pista è davvero fantastica”
- 06:50 F1 | Sepang, la qualità dell’aria preoccupa il paddock prima delle FP1
- 06:45 F1 | Sepang 2017-2026: dove erano i piloti della griglia attuale nove anni fa
- 21:22 F1 | Il GP della Malesia a Sepang: storia, record e protagonisti
- 20:00 F1 | Hadjar e Lindblad nei guai: penalità pesanti in Malesia
- 19:30 F1 | Alonso non molla: a 46 anni “Ho ancora il fuoco dentro”
- 19:00 F1 | Verstappen non si ferma mai: correrà con Mercedes e sfiderà Valentino Rossi
- 18:30 F1 | Hamilton vs le voci sulla Ferrari: “Da fuori non sanno cosa accade”
- 17:57 F1 | Antonelli si frena a Baku: “Non mi piace guidare sotto il limite”
- 13:03 F1 | Lindblad: “Il meteo sarà un fattore, mi aspetto un weekend divertente”
- 12:56 F1 | Aston Martin, Stroll: “Siamo in difficoltà ma ci aspetta un futuro luminoso”
- 12:46 F1 | Alpine, Gasly a Sepang: “Il meteo è un’incognita, è un’opportunità”
- 12:38 F1 | Haas, Bearman, sfida pioggia a Sepang: “Sarà impegnativo”
- 12:29 F1 | Red Bull, Verstappen in conferenza a Sepang: “Siamo ancora lontani da Mercedes”
- 12:09 F1 | Malesia, Franco Colapinto si lascia alle spalle l'incidente di Baku: "Chiarito tutto..."
- 12:08 F1 | Williams, Alexander Albon fiducioso per il 2027: "Anno focalizzato sul peso..."
- 12:06 F1 | Ferrari, Hamilton risponde alle critiche: 2° posto Costruttori e deficit
- 12:04 F1 | Ferrari in Malesia, Leclerc scende in campo per Vasseur: "Voci irrispettose..."
- 12:02 F1 | Verso la Malesia, la carica di George Russell: il feeling ritrovato dopo Baku
- 11:59 F1 | Mercedes, Kimi Antonelli analizza la crescita e le difficoltà: le lezioni da Baku
