Max Verstappen conquista la cinquantesima pole position della carriera nel Gran Premio di Singapore 2026, ma nonostante un sabato praticamente perfetto, concluso anche con la vittoria nella Sprint, il quattro volte campione del mondo guarda già alla gara di domenica con una preoccupazione ben precisa: la partenza. Il pilota della Red Bull, autore del miglior tempo in 1:31.373 davanti alle Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton, ha spiegato in conferenza stampa come la RB22 abbia compiuto progressi importanti grazie anche ai nuovi regolamenti tecnici. Eppure, le difficoltà allo spegnimento dei semafori continuano a rappresentare un punto debole della monoposto, tanto che Verstappen ha ammesso di non averne ancora individuato completamente le cause.
Verstappen, una pole speciale a Singapore: «La macchina è cambiata»
Il fine settimana di Marina Bay conferma il momento particolarmente positivo della Red Bull. Dopo i progressi mostrati negli ultimi appuntamenti, Verstappen è riuscito a imporsi anche su un circuito storicamente poco favorevole alle caratteristiche delle monoposto di Milton Keynes. Un risultato significativo, considerando che l'olandese non aveva mai conquistato la pole position per il Gran Premio di Singapore prima di questa edizione.
La prestazione è arrivata al termine di una qualifica estremamente combattuta. Leclerc ha chiuso ad appena 54 millesimi, mentre Hamilton si è fermato a 123 millesimi dal riferimento della Red Bull. Distacchi minimi che confermano quanto sia stato importante trovare il giro giusto nel momento decisivo.
«È andata bene, anche se è stata una qualifica davvero tirata. I distacchi fra noi sono rimasti molto contenuti per tutta la sessione. Sono particolarmente contento di questa pole, perché era un risultato che volevo ottenere. La macchina si è dimostrata competitiva per tutto il fine settimana. Naturalmente ci sono sempre aspetti sui quali possiamo migliorare, ma oggi quello che avevamo è stato sufficiente per partire davanti a tutti», ha spiegato Verstappen.
Il pilota olandese ha poi affrontato uno degli argomenti tecnici più interessanti del weekend: la trasformazione del comportamento della Red Bull con le monoposto della generazione 2026. Singapore, insieme a Madrid, era rimasta una delle poche piste sulle quali Verstappen non aveva ancora conquistato una vittoria in un Gran Premio. La Sprint vinta sabato ha interrotto almeno in parte questa tradizione negativa, ma il vero obiettivo rimane il successo nella gara principale.
«Con i nuovi regolamenti la nostra monoposto si comporta in maniera leggermente diversa rispetto al passato. Adesso riusciamo a essere più competitivi in determinate fasi della curva, mentre con le regole precedenti avevamo caratteristiche differenti. È un risultato che ci prendiamo volentieri. Stiamo attraversando un periodo di crescita molto positivo e conquistare la pole proprio qui, su questa pista, ha per noi un significato speciale», ha sottolineato il quattro volte campione del mondo.
Le parole di Verstappen offrono una chiave di lettura interessante sulla crescita della RB22. Non si tratta soltanto di aver incrementato la prestazione assoluta, ma di aver trovato una finestra di funzionamento più favorevole anche su tracciati che in passato avevano evidenziato alcuni limiti della Red Bull. Marina Bay, con le sue curve prevalentemente lente e le numerose ripartenze, rappresenta un banco di prova particolarmente indicativo.
Red Bull, problemi al cambio e poco grip: Verstappen spiega la qualifica
Nonostante il risultato, la sessione non è stata completamente priva di difficoltà. Durante le qualifiche, Verstappen aveva manifestato una certa insoddisfazione per il comportamento della monoposto nelle cambiate, un aspetto che la squadra non è riuscita a eliminare definitivamente.
«Quel comportamento è rimasto, quindi abbiamo dovuto conviverci. Però la macchina è stata nella giusta finestra di funzionamento per tutto il weekend. Non c'era bisogno di stravolgere nulla: abbiamo lavorato soprattutto sulle regolazioni, intervenendo su piccoli dettagli per mettere a punto il bilanciamento», ha raccontato il pilota della Red Bull.
Un'indicazione che conferma quanto la competitività della RB22 sia stata costruita attraverso un lavoro di affinamento. La squadra ha introdotto a Singapore anche un'evoluzione dell'ala anteriore, con modifiche alla geometria dei flap e delle paratie laterali, nel tentativo di ottenere maggiore carico locale senza compromettere la stabilità dei flussi aerodinamici.
Non è possibile quantificare il contributo del singolo aggiornamento al risultato, ma la capacità di mantenere la monoposto competitiva in tutte le fasi delle qualifiche suggerisce che il pacchetto complessivo stia funzionando nella direzione desiderata.
Verstappen ha inoltre evidenziato come le condizioni dell'asfalto siano cambiate rispetto al venerdì, anche a causa della pioggia caduta prima della Sprint.
«La pista mi è sembrata leggermente più lenta. Se ricordo bene, ieri eravamo riusciti a girare più forte. Probabilmente la pioggia ha ridotto l'aderenza, portando via parte della gomma che si era depositata sull'asfalto. Questo può spiegare perché oggi ci fosse meno grip», ha osservato l'olandese.
Verstappen preoccupato per la partenza: «Dobbiamo capire perché sbagliamo»
La vera incognita in vista del Gran Premio, tuttavia, non riguarda tanto il comportamento aerodinamico della vettura quanto la capacità della Red Bull di scattare efficacemente dalla prima casella. Un problema che si è già manifestato durante la Sprint, quando George Russell era riuscito a sorprendere Verstappen allo spegnimento dei semafori, conquistando il comando alla prima curva.
Soltanto l'incidente del britannico, finito contro il muro all'ultima curva della tornata inaugurale, aveva permesso all'olandese di recuperare la leadership e successivamente conquistare la vittoria.
Il precedente assume particolare importanza considerando lo schieramento di domenica. Questa volta Verstappen avrà alle proprie spalle due Ferrari, con Leclerc secondo e Hamilton terzo. Proprio il sette volte campione del mondo è stato protagonista di uno scatto straordinario nella Sprint, guadagnando tre posizioni nei primi metri prima di terminare la gara alle spalle della Red Bull.
Interrogato sulla competitività della RB22 nei long run e sulle principali difficoltà previste per domenica, Verstappen ha spostato immediatamente l'attenzione sulla procedura di partenza.
«Credo che nessuno conosca davvero il passo gara, perché non abbiamo avuto la possibilità di completare dei veri long run. Per quanto mi riguarda, però, l'aspetto più importante sarà la partenza. Sappiamo che ultimamente non è stato uno dei nostri punti di forza e dobbiamo lavorarci in vista di domani».
Alla domanda su quali interventi fosse possibile effettuare prima della corsa, la risposta è stata altrettanto significativa: «Prima di tutto dobbiamo riuscire a capire perché continuiamo ad avere queste difficoltà. Una volta individuato il motivo, cercheremo semplicemente di fare un lavoro migliore domani».
La questione non sembra dunque essere completamente risolta. La Red Bull dispone di una monoposto capace di conquistare la pole position, ma la prestazione sul giro secco rischia di perdere parte del proprio valore se Verstappen non riuscirà a conservare la leadership nei primi metri.
Motori Red Bull e Racing Bulls: Verstappen esclude differenze tecniche
Uno degli spunti più interessanti della conferenza stampa è arrivato dalla domanda di Christian Menath di Motorsport-Magazin.com. Il giornalista ha chiesto a Verstappen perché le Racing Bulls sembrino riuscire a effettuare partenze migliori rispetto alla Red Bull, nonostante l'utilizzo della stessa power unit.
La questione riguardava soprattutto la possibilità che esistessero differenze hardware o software capaci di influenzare il comportamento delle monoposto allo spegnimento dei semafori.
Verstappen ha escluso categoricamente questa spiegazione.
«I motori sono esattamente gli stessi. Tutto è identico, quindi non abbiamo scuse», ha risposto il quattro volte campione del mondo.
Quando gli è stato chiesto se il riferimento valesse anche per il software e per il ruolo del pilota, l'olandese ha ribadito: «È tutto uguale».
Una risposta netta, che rende ancora più interessante l'analisi delle difficoltà incontrate dalla Red Bull. Pur utilizzando la stessa unità motrice delle Racing Bulls, la squadra principale continua infatti a cercare maggiore efficacia nella fase iniziale della corsa.
Il fatto che Verstappen non voglia attribuire il problema a differenze fra le power unit non significa necessariamente che la causa sia stata individuata. La partenza di una Formula 1 dipende da numerosi fattori, fra i quali la preparazione della frizione, la gestione della coppia, l'aderenza degli pneumatici e la precisione della procedura eseguita dal pilota. Stabilire quale di questi elementi stia incidendo maggiormente richiede un'analisi specifica dei dati.
La cinquantesima pole e l'ironia di Verstappen: «Meglio di 49, peggio di 51»
La conferenza stampa ha regalato anche un momento più leggero. Con il risultato ottenuto a Marina Bay, Verstappen ha raggiunto quota 50 pole position in Formula 1, un traguardo che lo colloca ulteriormente fra i protagonisti della storia del campionato.
Alla domanda sul significato personale di questo numero, il pilota della Red Bull ha risposto con la consueta ironia: «È meglio di 49, ma non è ancora bello come arrivare a 51. Quindi continuiamo a lavorare e ad andare avanti».
Una battuta che riassume il suo approccio anche dopo un fine settimana nel quale, almeno fino a questo momento, è riuscito a ottenere tutto ciò che poteva dalla propria monoposto.
Per domenica, però, il discorso cambia. Singapore è un circuito dove la posizione in pista assume un'importanza considerevole e dove recuperare terreno dopo una partenza difficile può richiedere strategie particolarmente aggressive o circostanze favorevoli.
La Red Bull ha ritrovato la velocità e Verstappen ha conquistato una pole che mancava nel suo palmarès a Marina Bay. Ora resta da risolvere l'ultimo dettaglio, forse il più importante per trasformare il cinquantesimo successo in qualifica in una vittoria: riuscire finalmente a sfruttare la prima posizione quando si spegneranno i semafori.
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