A distanza di un anno, Yuki Tsunoda ha analizzato con maggiore lucidità le difficoltà incontrate al volante della Red Bull. Il giapponese, promosso nel team principale dopo appena due gare al posto di Liam Lawson, non è mai riuscito a trovare la continuità necessaria con la RB21, chiudendo molto lontano da Max Verstappen.

Una delle difficoltà principali è stata comprendere fino in fondo il comportamento della monoposto.

“Di solito riesco a capire abbastanza rapidamente cosa sto guidando e quali siano le caratteristiche della macchina. Con quella Red Bull, invece, anche alla fine della stagione avevo ancora la sensazione di non averla compresa completamente”, ha raccontato Tsunoda nel podcast Beyond The Grid.

Il giapponese ha anche ammesso di aver commesso un errore nel tentativo di avvicinarsi alle prestazioni del compagno di squadra: utilizzare soluzioni di assetto pensate per Verstappen.

“Probabilmente il mio errore più grande è stato cercare di replicare il suo setup. Sapevo che la vettura tendeva già al sovrasterzo e che le sue regolazioni potevano renderla ancora più reattiva, ma ho deciso comunque di provarle”.

Una strada che, invece di aiutarlo, avrebbe finito per complicare ulteriormente il suo adattamento.

“Non ho mai voluto stravolgere il mio modo di guidare. Ho sempre avuto fiducia nel mio stile, anche se da Max ho cercato naturalmente di imparare. A un certo punto ho provato anche ad avvicinarmi al suo approccio, ma dai dati non vedevo differenze così evidenti”.

Secondo Tsunoda, uno dei punti di forza di Verstappen era soprattutto la capacità di interpretare immediatamente le reazioni imprevedibili della RB21.

“Max riusciva a capire molto velocemente cosa volesse fare la macchina e a sfruttarlo per tutta la curva. Io, invece, tendevo maggiormente a portare la vettura verso il comportamento che cercavo”.

Le prime sensazioni negative erano arrivate già nel debutto a Suzuka, quando Tsunoda aveva trovato la Red Bull più complicata rispetto a quanto sperimentato al simulatore.

“Appena sono salito sulla macchina ho capito che era molto diversa da quella che avevo guidato negli anni precedenti. Sono riuscito a costruire un po’ di fiducia, ma probabilmente non abbastanza per estrarre tutto il potenziale”.

La decisione della Red Bull di non confermarlo come titolare per il 2026 è arrivata nel finale della stagione. Una notizia dolorosa, ma vissuta anche come la conclusione di un periodo particolarmente pesante.

“Ero deluso, naturalmente, ma non distrutto come avrei immaginato. Nel 2025 ho spinto più forte che in qualsiasi altro momento della mia carriera e non sento di avere grandi rimpianti. Avevo dato tutto. Una parte di me ha pensato che finalmente avrei potuto respirare dopo mesi vissuti sotto una pressione enorme”.

Sezione: News / Data: Lun 21 settembre 2026 alle 15:43
Francesco Franza
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Francesco Franza
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Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari