Ferrari ha ribaltato i pronostici recenti grazie a scelte tecniche e tattiche efficaci, dimostrando che la SF‑26 può essere competitiva su circuiti diversi e in condizioni impreviste. Secondo AutoRacer.it, la Rossa arrivava a Montecarlo convinta che la conformazione della pista avrebbe esaltato la SF‑26 e ridimensionato la W17 della Mercedes. Invece è stato Kimi Antonelli a dominare il weekend monegasco. Stessa dinamica al Montmelò: nonostante il caldo e la nuova sensibilità degli pneumatici — elementi che avrebbero dovuto favorire Mercedes — la gara ha riservato sorprese, con Lewis Hamilton protagonista alla guida della Ferrari quando pochi lo tenevano per favorito 

Dietro il risultato di Barcellona c’è stata una lettura strategica precisa della Scuderia e una serie di indecisioni tattiche da parte della Stella. Motorsport Italia definisce l’operazione un “capolavoro rosso”: la scelta di partire su pneumatici soft ha creato scenari multipli — vantaggio in partenza e la possibilità di adottare una strategia aggressiva a tre soste — costringendo gli avversari a risposte non ottimali. Le simulazioni pre‑gara indicavano che, in condizioni di pista libera, due o tre soste potevano risultare equivalenti; la variabile decisiva è stato però il traffico, capace di erodere 7–8 secondi durante i sorpassi. È proprio lì che Mercedes non è riuscita a creare il margine necessario nel primo stint, lasciando aperta la finestra tattica sfruttata da Ferrari.

Analizzando la fase centrale della corsa, Russell aveva un margine limitato verso la fine del primo stint — sufficiente a contenere l’undercut ma non a garantire piena flessibilità strategica — mentre Hamilton, con la soft, è stato tra i primi a fermarsi e ha innescato la sequenza di pit stop che ha destabilizzato il piano tedesco. La reazione di Mercedes, mirata a non perdere la track position, ha sostanzialmente vanificato il programma a due soste pianificato, aprendo la strada alla “trappola” della Rossa: con molti inseguitori anticipati ai box, la finestra ideale per chi puntava sulle due soste è venuta meno quando è sopraggiunta la Virtual Safety Car per il guasto tecnico di Alonso, come riportato da Gianluca D'Alessandro di Motorsport Italia. 

La progressione dei tempi mostra inoltre come Russell abbia pagato un degrado significativo nel secondo stint, permettendo il ritorno di Antonelli con ritmo più fresco. Ferrari, fermandosi al momento giusto, ha evitato il calo e capitalizzato la situazione. A livello di sviluppo, AutoRacer.it sottolinea che la Scuderia ha portato a questa tappa un aggiornamento importante nel momento in cui la curva di crescita della vettura è ripida: un intervento che, insieme alle scelte in gara, ha fatto la differenza.

Infine, il contesto politico‑sportivo alimenta la tensione: Toto Wolff ha più volte espresso preoccupazione riguardo alla capacità di Ferrari di trarre vantaggio dall’ADUO, temendo che questa possibilità possa dare a Vasseur e al suo team gli strumenti per lottare concretamente per il titolo — un punto che aggiunge peso alle discussioni su budget e sviluppo tecnico, come scritto dai colleghi di AutoRacer.it

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Sezione: Ferrari / Data: Mar 16 giugno 2026 alle 13:11
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.