Quando la Ferrari annunciò l'arrivo di Lewis Hamilton, l'immaginazione dei tifosi corse subito verso un obiettivo: riportare il titolo mondiale a Maranello. L'unione tra il pilota più vincente della storia della Formula 1 e la squadra più iconica del paddock sembrava destinata a cambiare gli equilibri del campionato. Dodici mesi dopo, però, il bilancio era ben diverso. Il 2025 si era trasformato in una stagione difficile, forse la più complicata dell'intera carriera del britannico. Nessuna vittoria, nessun podio in gara e una Ferrari incapace di lottare stabilmente al vertice. Oggi, però, la prospettiva è cambiata. Non perché il numero 44 stia dominando il mondiale, ma perché per la prima volta da quando veste il rosso Ferrari sta iniziando a sembrare il pilota che a Maranello pensavano di aver acquistato.

La stagione 2026 racconta infatti una storia diversa. Andrea Kimi Antonelli sta costruendo un campionato impressionante, con 156 punti che gli consentono di guardare tutti dall'alto. Il vero dato interessante, però, riguarda la Ferrari. Hamilton occupa la seconda posizione nel mondiale con 90 punti, davanti a George Russell e soprattutto davanti a Charles Leclerc, fermo a quota 75. Una situazione che pochi avrebbero previsto all'inizio dell'anno. Per anni Leclerc è stato il centro del progetto Ferrari, il pilota attorno al quale costruire il futuro. L'arrivo di Hamilton avrebbe dovuto rappresentare un valore aggiunto, non un ribaltamento delle gerarchie. Eppure, dopo i primi appuntamenti della stagione, il britannico è riuscito a costruire un vantaggio di 15 punti sul compagno di squadra grazie soprattutto a una maggiore continuità nei risultati.

Monaco ha fotografato perfettamente questo momento. Durante il weekend del Principato le Ferrari hanno mostrato un buon potenziale e sia Leclerc sia Hamilton si sono confermati tra i protagonisti. Tuttavia, quando il fine settimana è entrato nella sua fase decisiva, è stato ancora una volta il britannico a massimizzare il risultato. Il secondo posto conquistato alle spalle di Antonelli gli ha permesso di consolidare la propria posizione in classifica, mentre il ritiro di Leclerc ha reso ancora più evidente una tendenza che si sta sviluppando dall'inizio dell'anno. Se il monegasco continua spesso a mostrare una velocità superiore sul giro secco, Hamilton sta costruendo il proprio campionato sulla regolarità, sull'esperienza e sulla capacità di raccogliere punti anche nelle giornate più complicate.

Naturalmente sarebbe prematuro parlare di lotta mondiale. I 66 punti che separano Hamilton da Antonelli rappresentano un margine importante e la Mercedes ha dimostrato fin qui di avere il pacchetto più completo del campionato. Tuttavia il confronto che sta emergendo all'interno della Ferrari merita attenzione. Per la prima volta da quando è arrivato a Maranello, Hamilton non appare soltanto come il campione chiamato ad affiancare Leclerc, ma come un pilota che sta iniziando a contendergli concretamente il ruolo di riferimento della squadra.

Forse è proprio questo il cambiamento più significativo. Un anno fa il dibattito riguardava se la Ferrari avesse commesso un errore puntando su un pilota arrivato nella parte finale della sua carriera. Oggi la domanda è diversa. Hamilton non è tornato il dominatore che ha conquistato sette titoli mondiali e probabilmente non tornerà mai ad esserlo. Ma mentre Antonelli sembra rappresentare il futuro della Formula 1, il britannico sta dimostrando di poter essere ancora il presente della Ferrari. E forse, dopo le enormi aspettative e le inevitabili delusioni del primo anno, è proprio questo il segnale più incoraggiante che Maranello potesse ricevere.

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Sezione: Editoriale / Data: Mar 09 giugno 2026 alle 20:45
Francesco Franza
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Francesco Franza
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Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari