L'editoria del direttore Mirko Borghesi

Alla fine, la Ferrari non ce la fa. Sulle strade del Principato, dove la qualifica rappresenta trequarti del risultato dell'intero fine settimana, la Scuderia di Maranello si ferma in seconda fila. Un esito dal retrogusto amaro, che vede Lewis Hamilton (3°) spuntarla sul padrone di casa Charles Leclerc (4°). Ma se la Rossa si interroga sulle proprie incertezze, c'è un'Italia dei motori che ha il dovere di alzarsi in piedi ed esaltare il capolavoro assoluto di Kimi Antonelli.

Il derby in Rosso: lo squillo di Lewis, i troppi errori di Charles

Kimi e la gioia di guidare: record, naturalezza e talento puro

Il buio di Russell e la certezza granitica chiamata Verstappen

"Se per poche vittorie, quando arrivano, esaltiamo visceralmente la Ferrari, oggi abbiamo l'obbligo di esaltare questo ragazzo che ci fa emozionare. Ha la semplicità di chi ama solo la guida. Comunque vada, Kimi è già nel cuore di chi ama questo sport."

Mirko Borghesi

Il derby in Rosso: lo squillo di Lewis, gli errori di Charles

La lotta interna al box del Cavallino sorride all'esperienza. Molto meglio Hamilton, capace di estrarre un vero e proprio asso nella manica con un secondo settore magistrale nel suo ultimo e decisivo tentativo. L'inglese ha sopperito con classe a una vettura complessa, soprattutto sull'anteriore, mettendosi davanti a un Leclerc visibilmente in difficoltà. Per Charles i troppi errori nel momento clou della Q3 hanno pesato come macigni. Quando a Monaco perdi la fiducia e inizi a sbavare sfiorando ripetutamente le barriere, il cronometro smette di perdonarti.

Kimi e la gioia di guidare: un predestinato

Ma i riflettori di questo sabato monegasco devono essere tutti puntati su di lui. Kimi Antonelli sta letteralmente frantumando record su record, e lo sta facendo con una dote rarissima: la semplicità. C'è una naturalezza disarmante nel modo in cui questo ragazzo aggredisce la pista e doma i cavalli della sua Mercedes. Non c'è sovrastruttura, non c'è presunzione; c'è solo l'espressione più pura e limpida di chi ama la guida e basta. Vederlo danzare accarezzando i guardrail a 250 all'ora è un'emozione che riconcilia con l'essenza stessa del motorsport.

Il buio di Russell e la certezza Max

Il talento cristallino di Kimi brilla ancora di più, quasi per paradosso, se contrapposto alle ombre che avvolgono l'altra parte del box. George Russell appare come un pilota imprigionato nelle polemiche e nelle proprie insicurezze. Lontano dalla freschezza del suo giovane compagno, l'inglese rischia sempre più di implodere: senza un netto e immediato reset mentale, uscirne diventerà impossibile.

Un applauso, doveroso e incondizionato, va fatto all'altro grande protagonista di giornata. Top Max. Sempre, indiscutibilmente, top Max. Verstappen si è confermato un gigante, portando in primissima fila una vettura scorbutica lottando fino all'ultimo millesimo.

Ma oggi, consentitecelo, la copertina è a senso unico. Siamo un Paese che vive di passione, che si infiamma e celebra giustamente in pompa magna ogni raro trionfo della Ferrari. Oggi, con lo stesso calore, abbiamo il dovere morale di esaltare questo ragazzo italiano che ci fa battere forte il cuore. Comunque vada a finire questo Mondiale.

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Sezione: Editoriale / Data: Sab 06 giugno 2026 alle 18:33
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
autore
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate