A poche ore dallo spegnimento dei semafori del Gran Premio d'Italia, l'attesa nel Tempio della Velocità è ai massimi livelli. Intercettato dai giornalisti nella zona mista del paddock brianzolo, Charles Leclerc — fresco della promozione in terza posizione sulla griglia di partenza dopo la penalità inflitta a Oscar Piastri — ha tracciato un quadro lucido e senza filtri sulla competitività della sua Ferrari e sulle insidie che attendono la Rossa nella gara di casa.

La situazione in gara: forti in curva ma vulnerabili sui rettilinei

Il deficit di potenza e le scelte obbligate sui rettifili

L'affondo sul motore termico Mercedes e il circolo vizioso della potenza

"Le aspettative sono che in gara potremo mostrare un passo migliore, tuttavia la carenza di velocità sui rettifili ci esporrà agli attacchi facendoci soffrire parecchio la concorrenza. Dovremo sfruttare la nostra agilità nel guidato per restare incollati al gruppo di testa, cercando di inventarci qualcosa per arginare il divario in termini di cavalli."

— Charles Leclerc ai giornalisti nella zona mista a Monza

La doppia faccia della medaglia: il passo in curva contro il deficit di velocità

Nonostante la SF-26 abbia evidenziato un ritmo gara incoraggiante e una spiccata reattività nei tratti guidati, il monegasco ha messo in guardia sulle criticità strutturali che la squadra affronterà lungo i rettilinei del circuito brianzolo, sottolineando come la maggiore competitività espressa nelle curve dovrà fare i conti con la vulnerabilità nei confronti dei rivali diretti.

Le scelte strategiche sui rettilinei e i limiti di erogazione

Entrando nel merito tecnico, l'analisi del ferrarista si è concentrata sulla gestione della power unit e sull'impatto del pacchetto evolutivo introdotto a Monza. Leclerc ha ammesso che il team è costretto a limitare la spinta in determinati tratti per ragioni di efficienza, mentre scuderie rivali come la Mercedes riescono ad accelerare a pieno regime esattamente dove la Ferrari deve invece parzializzare.

Il sospetto e l'elogio al propulsore della Stella

In chiusura, il pilota di Monaco si è lasciato andare a una riflessione tecnica approfondita sulle performance del motore termico della concorrenza, evidenziando un chiaro vantaggio competitivo nonostante i controlli federali: secondo Leclerc si innesca un vero e proprio circolo virtuoso per cui disporre di maggiore potenza termica consente di ritardare l'erogazione in uscita di curva, portandolo a scommettere sulla netta superiorità del propulsore ICE della casa di Brackley.

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Sezione: Ferrari / Data: Dom 06 settembre 2026 alle 12:39
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
autore
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate