Il Corriere dello Sport dedica copertina e prime dieci pagine dell'edizione di oggi ad Andrea Kimi Antonelli, il più giovane campione del mondo della storia della Formula 1. Qui l'articolo di Fulvio Solms 

"Notte memorabile in Italia: in molti ricorderanno dove si trovavano e cosa stavano facendo nell'istante in cui un ventenne bolognese si laureava campione del mondo di Formula 1, il più giovane di sempre. Senza atteggiamenti da eroe, come era necessario, ma con molte e calde lacrime dentro il casco, tagliando il traguardo.

Occorre ribadirlo per mandarlo bene a memoria: re a soli 20 anni e 2 mesi, ha frantumato il precedente primato di Seb Vettel (23 anni nel 2010), diventando il terzo italiano iridato nella storia dopo Nino Farina all’alba del Mondiale (1950 su Alfa Romeo) e Alberto Ascari (1952 e 1953 su Ferrari). Il digiuno è durato 73 anni, ma finalmente è finito. Ad Antonelli in Messico è bastato — per modo di dire — gareggiare con la freddezza di un quarantenne e piazzarsi terzo, gestendo la corsa con serenità «dopo la miglior notte della settimana», in un GP del Messico conquistato da Verstappen. Per l'indomabile pilota della Red Bull si tratta del terzo successo stagionale, precedendo Hamilton e per l'appunto Antonelli, il nuovo astro nel firmamento dell’automobilismo. Leclerc resta fuori dal podio davanti a Norris,l'iridato uscente.

Kimi in attesa. Kimi è rimasto in appostamento (quarto) a minimo due secondi da Hamilton: non disponeva della velocità né dell'intenzione di azzardare un sorpasso, e doveva inoltre tenersi a debita distanza per non mandare in sofferenza freni e propulsore, per via dell'aria rarefatta dovuta ai 2200 metri di altitudine. Al giro 28 Verstappen incalzava Leclerc per la sosta ai box in modo da uscire davanti a Charles, rallentato dalla sosta prolungata per scontare la sanzione. Hamilton sostituiva i pneumatici al passaggio successivo rientrando però alle spalle dei due, schiumando rabbia per la beffa del discusso sorpasso iniziale: «Mi hanno rubato la gara!», urlava via radio ai box, riferendosi ai commissari.

Bandiera rossa. Antonelli procedeva come un orologio nel dosare le sue gomme morbide, consigliate per un massimo di 30 giri, ma lui soltanto è riuscito a farle durare per 44 passaggi. Immediatamente dopo il pit stop di Kimi, la corsa è stata interrotta da una bandiera rossa per l'impatto della Cadillac di Bottas (dovuto a un cedimento strutturale). Durante la pausa rimbombava la voce di Lewis, scura come fosse proveniente da un ipogeo: «Abbiamo enormi, enormi problemi», in merito alla convivenza in pista con Leclerc.

Seconda partenza. Al nuovo via dalla griglia Verstappen manteneva il comando duellando con Hamilton, che a denti stretti aveva infilato Leclerc. Troppo acceso il confronto fra i due: Charles scomponeva le gomme e proseguiva con forti vibrazioni, venendo subito sfilato anche da Antonelli, che si prendeva il podio virtuale Dopo 13 tornate di mini-gara, ingresso della Safety car per Lindblad finito a muro (mentre occupava la settima piazza) toccato da Piastri durante un azzardato tentativo di sorpasso. Alla ripresa della competizione Verstappen e Hamilton davanti, rivali con l'epilogo di Abu Dhabi stampato nel cuore Il mondo appartiene ad Andrea Kimi Antonelli e sì, è stata una notte indimenticabile.

Sezione: News / Data: Lun 02 novembre 2026 alle 11:10
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.