Re del Mondo a vent'anni. Ieri sera è andata in scena la tanto attesa incoronazione di Andrea Kimi Antonelli al ruolo di campione del mondo. Un successo per Kimi, un successo per Toto Wolff che torna a vincere dopo cinque anni di magra, da quel 2020 dominato tanto quanto il 2026. Sul Corriere della Sera, così Daniele Sparisci sul "Progetto Antonelli" di Toto Wolff. 

"Andrea Kimi Antonelli nasce a Bologna il 25 agosto 2006, primogenito di Veronica e Marco, driver automobilistico e titolare dell’Akm Motorsport. Ha una sorella minore, Maggie. Due volte campione europeo sui kart, ha scalato tutte le categorie per esordire in F1 il 16 marzo 2025 con la Mercedes, di cui ha fatto parte del junior team. All'inizio ha adoperato il n. 12 in onore del suo idolo Senna.Wolff il visionario: «Scelto a 12 anni, non è un miracolo. Avevo un piano»Il capo Mercedes (Toto Wolff, 54 anni, austriaco, team principal dal 2013 ed ex pilota, poliglotta): «Antonelli, lo abbiamo sempre difeso anche quando i risultati tardavano ad arrivare. Fossi stato alla Ferrari o alla Red Bull ci sarebbero stati dubbi, non lo avrebbero mai lanciato subito sulla monoposto migliore e lo avrebbero parcheggiato in un team minore come Bearman. Noi avevamo un programma per Kimi, una pianificazione precisa».

Il manager svela la metamorfosi del suo allievo avvenuta durante l'inverno: «A un certo punto mi sembrava di dialogare con un trentacinquenne. Era diventato analitico, severo con se stesso, gestiva la pressione. E aveva iniziato a guidare a modo suo. C’è dietro un percorso novennale tra scuderia e famiglia: ha avuto i migliori coach, i migliori strumenti, test sulle Formula 1, la sua carriera è stata interamente finanziata da noi,siamo gli unici a farlo. Non è che la Ferrari o altri se lo siano fatto sfuggire, come ho sentito dire. Dietro ci sono soltanto lavoro e un ragazzo eccezionale che ha ricambiato la fiducia con i fatti. Non è una vittoria mia,ma dell'intero sistema». Wolff lo ha messo su una F1 da mille cavalli quando non aveva ancora l'età per la patente, gettandolo «nella gabbia dei leoni» con un impatto durissimo: l'esordio nelle libere a Monza nel 2024 terminato con un botto dopo poche curve: «Quel giorno il mondo gli è crollato addosso, a lui e alla sua famiglia. Due anni dopo, la vittoria magnifica a Monza è il giorno più bello della sua carriera. Ero felicissimo, una storia fantastica».

Non lo considera un figlio adottivo («Ne ho due, bisogna usare le parole con cautela») ma rammenta il primo incontro: «Era già nel team junior, lo portarono a un Gran Premio. Era piccolissimo e indossava una maglietta della Mercedes. Accanto a me nel box, seguiva tutto ma non riusciva neppure a guardare oltre i monitor».

La nuova missione di Wolff consiste nel fare in modo che Kimi mantenga la sua autenticità di fronte a una popolarità planetaria: «È umile ma possiede quell’aura; se proseguirà così, il mondo sarà suo e conquisterà moltissimi titoli. Noi proviamo a tutelarlo, ha pur sempre vent’anni. Esistono talenti generazionali: Senna,Schumacher, Hamilton. Ora c’è Kimi, se continuerà sui suoi livelli».

E racconta un aneddoto: «C’è stato un tizio che ha cercato più volte di fissare un appuntamento con me, fino a tendermi un agguato in un negozio di cover per telefoni a Montecarlo: “Dobbiamo parlare di una cosa seria”. Di cosa? “Il mio migliore amico ha una figlia che fa i concorsi di bellezza, Miss Italia, sarebbe perfetta per Kimi”. Dobbiamo tenerlo al riparo da chi vuole sfruttarlo».

Sezione: News / Data: Lun 02 novembre 2026 alle 11:04
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.