Lo firma Daniele Sparisci nell'edizione di oggi del Corriere della Sera. Un commento appasionato e sincero sul sogno di Andrea Kimi Antonelli diventato realtà ieri sera, in Messico dove è diventato campione del mondo. 

"La via oltre i sogni attraversa il Foro Sol. Viva la revolución, la rivoluzione del pilota italiano più celere del pianeta.Piange Kimi, singhiozza dentro il casco e anche dopo: «Ce l’abbiamo fatta. Sono senza parole. Senza la Mercedes e senza i miei cari non sarei qui. Questo istante durerà per sempre». Campione del mondo, inimmaginabile fino a qualche mese fa. Nel 1953 Eisenhower diventava presidente degli Stati Uniti, Stalin si spegneva e Krusciov assumeva la guida dell'Unione Sovietica; in Italia terminava l’ottavo governo De Gasperi. Alberto Ascari dominava in F1.

Poi è arrivato Kimi, venuto al mondo nel 2006 quando ancora partecipavamo (e trionfavamo) ai Mondiali di calcio,quando Schumacher si ritirava per la prima volta. Ha conosciuto Senna tramite i documentari, ha scelto il numero 12 in omaggio ad Ayrton. Perché non basta vincere, occorre dare il buon esempio. Glielo rammentano il padre Marco e la madre Veronica, testimoni della storia insieme alla sorella Maggie. Aveva immaginato questo giorno, non che si sarebbe materializzato così in fretta. Un pensiero intimo, sopraffatto dal brusio di fondo dopo l’affermazione a Austin,sette giorni fa.

Dopo la febbre e la tensione, aveva assunto la melatonina per conciliare il sonno, aveva bisogno di quei momenti di isolamento, quando si barrica in una stanzina, in silenzio, per accedere a una dimensione tutta sua. In un’altra realtà che ora appartiene a un'intera nazione e non solo. L’Italia lo attendeva da 73 anni mentre Jannik Sinner scalava le classifiche del tennis, mentre Jacobs e Tamberi illuminavano la notte di Tokyo. Il mantello tricolore per volare al di sopra del mondo con la spensieratezza dei vent’anni. Doveva essere l’annata del rilancio della Ferrari, l’ennesima.Un'altra prova colma di sprechi e tensioni per lo scontro al via tra Leclerc e Hamilton, accompagnato da accuse pesanti rivolte da Lewis al compagno di squadra. Una doppietta sprecata.

Kimi si è tenuto alla larga dai guai, furbo com’è. Per due volte, dato che la faida in casa rossa è proseguita alla ripartenza a seguito del grave incidente di Bottas. Antonelli, lucidissimo nel giorno più rilevante della sua vita. Ha lasciato sfogare gli altri, si è arrampicato sul podio perché è da lassù che intendeva festeggiare, mai accontentandosi del secondo gradino. Adelante con juicio. Kimi aveva compreso subito come guidare queste vetture complessissime,alimentate da accumulatori e ricariche, ed è riuscito a compiere con naturalezza movimenti innaturali e controintuitivi.Verstappen, trionfatore in Messico, e Hamilton secondo, i giganti della Formula 1 rendono omaggio al nuovo sovrano,un passaggio di testimone che ricorderemo per sempre.

Si parla qui del primo titolo di Kimi dando per certo che ne conquisterà altri, per rapidità innata, sensibilità tecnica e tenuta mentale. È il più giovane iridato nella storia della F1: 20 anni, 2 mesi e 7 giorni. Ha superato il record di Vettel dopo aver collezionato altri primati di cui era all'oscuro. Il segreto è divertirsi, liberare il talento a bordo di una Mercedes da vertice, sebbene non allo stesso livello dell'astronave con cui Lewis ha conquistato 6 Mondiali. Forse bastava seguire la luce nello sguardo che lo ha accompagnato fin dall'inizio dell'anno, osservare i bicipiti e il collo irrobustirsi, per intuire un nuovo Kimi, liberato dai dubbi e dalle lacrime dell’apprendistato. Russell non lo considerava tra i contendenti per il campionato. Che abbaglio colossale.

Tutto scorre come in una pellicola al contrario qui dentro, a una velocità folle. C’è un momento preciso a segnare il passaggio da Prescelto a campione. È il 16 marzo, dopo il primo successo a Shanghai. All’aeroporto di Bologna la madre Veronica lo attende, Kimi sbuca dagli arrivi con lo zaino in spalla come un coetaneo di ritorno da una gita a Londra. Intorno telecamere e sostenitori. Sarà l’ultima volta da «viaggiatore comune», da quel momento ha dovuto impiegare percorsi dedicati, il segnale di uno status mutato per sempre.

Ciò coincide con l'avvio della straordinaria sequenza di cinque vittorie consecutive (dopo Shanghai: Suzuka, Miami,Montreal e Montecarlo) con cui ha annientato Russell e la Ferrari. Torte in faccia, scherzi pesanti al suo ingegnere di pista Peter Bonnington, abbracci ai meccanici britannici solitamente restii al contatto fisico, gente dura formata nell'esercito. Un distributore automatico di affetto e magie. Durante la scalata Kimi è rimasto se stesso, fedele ai suoi riti scaramantici, indossare sempre lo stesso ciondolo, usare gli stessi abiti la domenica. Con risvolti comici: a Montecarlo aveva dovuto rimediare all'ultimo un completo elegante per prendere parte al galà del principe, non avendolo messo in valigia per timore che portasse sfortuna. Come faceva la canzone quella sera?«Sarà perché ti amo...». Risuona ancora qui dentro, nel Foro messicano, dove Kimi si è tuffato nella leggenda"

Sezione: News / Data: Lun 02 novembre 2026 alle 12:02
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.