Mentre Andrea Kimi Antonelli macinava chilometri verso il titolo mondiale, in Messico si consumava un altro capitolo della classica tragedia firmata Ferrari. Un'altra occasione di vittoria sprecata, uno scontro interno tra piloti che si alimenta ogni qual volta la SF-26 può essere decisiva e il rammarico che continua ad accumularsi, costante, in questo 2026. Secondo Daniele Dallera, firma del Corriere della Sera, il successo di Kimi può dare una mano anche alla Rossa. 

Ora come ci si comporta, l’italiano parteggia per Kimi Antonelli oppure per la Ferrari? Che interrogativi assurdi!Non ci si sposta su fazioni opposte non appena si è scovata una gemma simile, come ragazzo e come pilota.Festeggiamo, tutti uniti, questo trionfo leggendario, un'impresa agonistica, teniamoci ben stretto Kimi,godiamocelo, coccoliamolo persino, ma questo party collettivo in onore del nuovo re del mondo non entra in contrasto con l'amore viscerale di un'intera nazione nei confronti della Ferrari.

Si tratta di due entità distinte che generano entrambe trasporto emotivo: riscoprirsi, a 73 anni di distanza da Ascari, con un giovane astro nascente nostrano sul tetto del mondo suscita un'incredibile gioia, del tutto inattesa all'inizio dell'anno, in primis da Russell. Scatena un'euforia generale. Auspicare una rinascita della Ferrari, così ardentemente desiderata, perfino bramata come una chimera viste le tempistiche, i ritmi, l'attesa,le tribolazioni e i patimenti, non stona minimamente con l'affermazione di un fenomeno di statura globale. Kimi è ormai una garanzia assoluta, un vertice mondiale proprio come Jannik Sinner (rispetto al fuoriclasse del tennis riesce a esprimere con maggiore disinvoltura il suo nuovo status).

Da sempre il mondo dei motori porta con sé un quesito quasi filosofico: ai fini della vittoria conta di più chi guida o il mezzo? Le due cose avanzano di pari passo, non esiste iridato privo di una monoposto all'altezza,ovvero in grado di imporsi. È palese che sotto questo profilo Maranello debba compiere passi avanti, cercare certezze, proseguire nel lavoro, darsi una struttura magari differente, giacché il vertice attuale non cancella i dubbi che affiorano da diverso tempo. La tappa messicana ribadisce l'urgenza di riportare l'armonia, trovando una coesistenza più tranquilla tra l'esperto fuoriclasse Hamilton e l'indomabile Leclerc.

L'apoteosi di Kimi, nato a Bologna e quindi a due passi dal feudo dei motori oggi in apparente appannamento,dovrebbe suonare come un campanello d'allarme per la scuderia rossa, la cui fede è senza tempo e mai scalfita dal lungo digiuno dal titolo mondiale. Il binomio Antonelli-Ferrari fa venire alla mente le celebri «convergenze parallele» di matrice democristiana e morotea: brindare oggi per i successi di Kimi potrebbe sbloccare il desiderio che un domani, nemmeno troppo remoto, si possa tornare a entusiasmarsi per un titolo iridato vestito di rosso. Chissà, magari proprio al volante con Kimi...

Sezione: Ferrari / Data: Lun 02 novembre 2026 alle 13:06
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.