La Formula 1 fa tappa in Europa e nel giovedì di Barcellona tutti gli occhi sono puntati sul leader del Mondiale. Andrea Kimi Antonelli si è presentato in conferenza stampa con la lucidità e la maturità di un veterano, analizzando il proprio percorso di crescita personale e sportiva. Il portacolori della Mercedes ha toccato vari temi: dal supporto fondamentale della famiglia alla gestione della pressione iridata, passando per i test cruciali che attendono la sua monoposto sul tracciato del Montmelò, fino a una battuta sui Mondiali di calcio del 2026.

La maturazione: "Ho dubitato di me stesso, ma ora mi conosco meglio"

La corsa al Mondiale: "Conosco l'opportunità, ma resto concentrato sulla guida"

La sfida di Barcellona: "Valuteremo qui i veri passi avanti della vettura"

Tra i tuffi a Monaco e il calcio: "Il Mondiale 2026? Tifo per Messi"

"Nella passata stagione ho attraversato una fase in cui ho dubitato delle mie capacità, ma l'ho superata. Si cresce non solo al volante, ma come esseri umani. Quel momento complicato mi ha aiutato a capirmi più a fondo, e oggi sono felice di averlo affrontato."

La maturazione: "Ho dubitato di me, ora mi conosco meglio"

Il salto ai vertici della massima serie richiede nervi d'acciaio. Kimi ha confessato apertamente quanto l'ultimo anno sia stato formativo a livello umano. Ai tempi delle categorie minori era difficile sognare un presente simile: "Ai tempi della Formula 2 non avrei mai immaginato di trovarmi qui oggi, anche se la Formula 1 è sempre stata la meta finale", ha rivelato. "Sono felicissimo del mio percorso e grato alla Mercedes per la macchina eccezionale che mi fornisce. Ovviamente mi chiedo ancora quali siano i miei margini di miglioramento, ma per scoprirlo ci vorrà del tempo".

Dietro questi risultati c'è un solido ecosistema: "Senza dubbio a guidarmi in questo percorso è la mia famiglia, in particolare mio padre che rappresenta una vera roccia per me. Loro mi conoscono a fondo e averli accanto è fantastico, mi hanno sempre guidato sulla via corretta. Poi c'è la scuderia, con cui sono cresciuto da anni nel vivaio: Toto Wolff e Bono mi capiscono perfettamente, e ricevo un supporto totale in ogni istante".

La corsa al Mondiale: "Resto concentrato sulla guida"

Essere in testa alla classifica iridata non deve diventare un peso. Antonelli spiega come l'esperienza pregressa lo stia aiutando a gestire i weekend: "Il bagaglio maturato lo scorso anno è cruciale per interpretare i fine settimana. Tornare su tracciati già affrontati ti fa dosare meglio le energie e acquisire consapevolezza, rafforzando il legame con gli ingegneri".

Sul fronte del campionato, il giovane italiano predica calma: "Il titolo? Non voglio diventi un'ossessione alla guida. Conosco l'occasione che ho tra le mani e cercherò di sfruttarla al massimo, ma preferisco mantenere la testa sul nostro processo di lavoro gara per gara". Sui recenti dibattiti tecnici e regolamentari che coinvolgono le vetture avversarie, ha invece glissato: "A essere sincero non ho grande familiarità con questi parametri tecnici. La cosa mi sorprende un po', ma forse è meglio rivolgere queste domande direttamente alla squadra e alla Federazione".

La sfida di Barcellona: "Valuteremo qui i veri passi avanti"

La pista catalana è da sempre il banco di prova definitivo per le ambizioni iridate. "Questo fine settimana sarà decisivo per valutare i reali benefici degli aggiornamenti introdotti in Canada, viste le condizioni anomale che abbiamo trovato a Montreal", ha spiegato il leader del Mondiale. "Staremo a vedere quanto potenziale riusciranno a darci, anche perché i nostri avversari restano vicinissimi".

Tra i tuffi a Monaco e il calcio: "Il Mondiale 2026? Tifo per Messi"

Infine, un sorriso ripensando al recente trionfo nel Principato e uno sguardo all'attualità calcistica: "Il tuffo nel porto di Monaco per festeggiare è stato fantastico, pur preferendo ignorare cosa ci fosse in quell'acqua... Anche il Galà monegasco è stato un evento insolito per me, ma spero di ripeterlo il prossimo anno. Però ora il presente si chiama Barcellona e proveremo a confermarci, anche se sarà dura".

Sui Mondiali di calcio del 2026, Kimi ha le idee chiare: "Tristemente l'Italia non trionferà in questa edizione. Personalmente sono un grande ammiratore di Messi, ma credo assisteremo a una sfida molto combattuta tra le grandi nazionali. Staremo a vedere".

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Sezione: News / Data: Gio 11 giugno 2026 alle 16:28
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
autore
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate