Per il momento, la Red Bull Racing resta all'oscuro di una questione fondamentale: il proprio motore endotermico è davvero il più potente della Formula 1 secondo i criteri FIA? La Federazione sta ancora analizzando i dati relativi alla seconda valutazione delle power unit e non è stata indicata alcuna tempistica per il completamento del processo. Al centro della questione c'è il sistema ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities), introdotto dalla FIA nell'ambito del regolamento delle power unit 2026. Questo meccanismo concede ulteriori possibilità di sviluppo ai costruttori che risultano chiaramente in ritardo sul fronte del motore endotermico, offrendo tempo aggiuntivo per i test e maggiori margini di sviluppo. La FIA effettua tre valutazioni durante la stagione per stabilire quali motoristi abbiano diritto a questi benefici. La prima analisi è stata svolta dopo il Gran Premio del Canada. L'obiettivo dell'ADUO è ridurre le differenze prestazionali tra i vari fornitori di motori ed evitare che un singolo costruttore possa mantenere un vantaggio significativo per troppo tempo. Tuttavia, mentre molti nel paddock ritenevano che il riferimento fosse Mercedes, la prima valutazione avrebbe indicato Red Bull Ford come il costruttore dotato del miglior motore endotermico. Una conclusione che ha generato non poca irritazione all'interno di Red Bull. Durante il weekend di Barcellona, il team principal Laurent Mekies ha spiegato che il problema non riguarda il regolamento in sé, bensì il metodo utilizzato per valutare la competitività delle varie power unit.

"Siamo perfettamente d'accordo con il fatto che il regolamento preveda di stimare la gerarchia delle prestazioni basandosi esclusivamente sulla potenza del motore endotermico. Siamo completamente d'accordo e non pensiamo che questo sia il problema." "Vorremmo avere una discussione più approfondita perché non vediamo un singolo dato che indichi un vantaggio nei confronti dei nostri amici della Mercedes." "Soprattutto quando si osservano le variazioni di prestazione da una pista all'altra, perfettamente coerenti con la sensibilità alla potenza del motore endotermico." "In Canada, circuito molto sensibile alla potenza del motore endotermico, ci siamo qualificati sesti. A Monaco, dove la sensibilità alla potenza è molto più bassa, siamo arrivati a soli quattro centesimi dalla pole position. A Barcellona, ancora una pista molto sensibile alla potenza del motore, ci siamo qualificati nuovamente sesti." "Non vediamo un singolo dato che ci faccia stimare le nostre prestazioni superiori a quelle dei nostri rivali, figuriamoci in modo costante."

La vicenda resta quindi aperta e potrebbe diventare uno dei temi più delicati dello sviluppo delle power unit 2026, soprattutto considerando che le valutazioni FIA determineranno quali costruttori potranno beneficiare di opportunità aggiuntive di sviluppo nei prossimi mesi.

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Sezione: News / Data: Gio 18 giugno 2026 alle 19:30
Autore: Leonardo Adamo
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