Come funzionerà l'ADUO dopo MIami? Lo spiega il direttore tecnico della FIA Nikolas Tombazis

"La potenza viene calcolata con un metodo “pesato” sul giro: conta di più dove fa più differenza, tipicamente all’inizio dei rettilinei, rispetto ai punti in cui è meno determinante". Il risultato, dunque, non sarà un semplice elenco delle potenze di picco, ma di indici prestazionali che tengono conto dell’evolversi della spinta alle diverse velocità, con particolare attenzione alla trazione in uscita di curva. Sarà compito della Federazione stilare una graduatoria dei motori più performanti, sulla base della quale assegnare le concessioni di sviluppo. Il calcolo si fonderà soprattutto sulla potenza, ma con un approccio raffinato. 

Tombazis rivela anche su quali dati si baseranno le analisi della FIA: "Per ogni gara prendiamo la monoposto migliore di ciascun motorista, raccogliamo informazioni su molti giri e ne facciamo una media. È un approccio statistico ragionevole, condiviso con le squadre. Inoltre, i sensori a disposizione quest’anno sono notevolmente più precisi rispetto al passato, quindi crediamo di poter ottenere misure piuttosto affidabili. Stiamo ancora valutando, ma abbiamo almeno un mese prima della prima tranche di risultati dell’ADUO; quindi, prima avremo sicuramente Miami e anche il Canada»"

Nell’avvicinarsi dell’assegnazione, alcuni team hanno però cominciato ad esprimere perplessità sulla formula utilizzata. In particolare, chi – come Ferrari – ha puntato su un turbo più compatto ha volontariamente sacrificato la potenza massima privilegiando la coppia in trazione, reputandola più vantaggiosa nel bilancio cronometrico complessivo. Ancora nel caso del Cavallino, la SF‑26 monta un flap dietro al terminale di scarico per ragioni aerodinamiche, ma che limita il libero deflusso dei gas, causando un’ulteriore perdita di potenza al motore. Con questa metodologia, l’ADUO potrebbe quindi aprire spazi di sviluppo aggiuntivi a power unit non necessariamente scarsi, ma la cui potenza di picco è stata ridotta per privilegiare altri aspetti della prestazione.

Tombazis ha replicato a queste critiche, spiegando che la FIA aveva già tentato un intervento anticipato, incontrando però la resistenza dei motoristi stessi: "È chiaro che sulla prestazione pura del motore in termini di cavalli influiscono vari parametri importanti, ma derivati: temperatura del plenum, caratteristiche del turbo o persino la pressione sullo scarico. Circa un anno fa, abbiamo proposto ai motoristi una formula più complessa, in grado di inglobare anche questi elementi. Sono stati però abbastanza categorici nel rifiutarla, quindi al momento non applichiamo correzioni di questo tipo. Il regolamento è chiaro: si considera la potenza del motore così com’è".

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Sezione: News / Data: Mar 28 aprile 2026 alle 10:38
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.