Se mi chiedessero di pensare ad un modo per avvicinare qualcuno al mondo delle corse, qualsiasi persona essa sia, alzerei la cornetta e chiamerei un taxi. Aprirei quell'insolita ma iconica portiera ad ala di gabbiano, saluterei Doc e gli consiglierei la strada più veloce per arrivare ad 88 miglia orarie senza intralci.
Solo dopo aver sorvolato il traffico romano ed essere arrivati sullo splendido circuito di Vallelunga, gli dichiarerei la destinazione:

GIUGNO 09 2006 - Saetta non conquista la pole al botteghino, ma riprende terreno...

All'epoca erano abituati ad entrare in sala ed assistere ad un altro lungometraggio Pixar che avrebbe fatto la storia. 

Solo nei primi anni duemila escono Monsters, Inc. (2001), Finding Nemo (2003) e The Incredibles (2004). Una tripletta che consentì alla Pixar Animation Studios di guadagnare rispettivamente 76, 97, e 93 milioni di dollari solo nella prima settimana d'uscita negli Stati Uniti.
Cars, il 15 Giugno 2006, chiude la sua settimana con $83.323.649. Un numero inaspettatamente inferiore a quello dei suoi predecessori, che oggi ci sorprende se pensiamo a quanto questo film abbia impattato la nostra quotidianità. Chi infatti, passando nel reparto giocattoli di un qualunque supermercato vicino casa, non ha mai visto le macchinette iconiche della trilogia? Da vent'anni Cars è diventato un simbolo d'animazione commerciale che oggi diamo per scontato, ma che ha portato l'attuale The Walt Disney Company (tramite Disney Consumer Products) ad incassare oltre 19 miliardi di dollari dal solo merchandising. Un numero difficile da concepire, soprattutto se pensiamo che la saga di Toy Story ne ha guadagnati 8 in meno e che Cars, su scala mondiale, è secondo solo all'intera saga di Star Warsche vanta un incasso del merch totale di oltre 32 miliardi di dollari.
Proprio come nella pazzesca gara d'apertura del film, dove la manovra spietata di Chick Hicks lo sbaraglia fuori pista costringendolo a rimontare dall'erba, Cars ha incassato il colpo al debutto nei cinema. La sua vera, clamorosa rimonta è stata però firmata dal merchandising: un passo gara commerciale spaventoso che ha permesso a Saetta di rientrare in traiettoria, aprire il DRS nei negozi e sverniciare l'intera griglia d'animazione di Hollywood fino a prendersi il gradino più alto del podio mondiale.

Dal paddock alla cabina di doppiaggio: Cars in Italia

Se i numeri commerciali certificano un dominio da record, il vero colpo di genio che unisce indissolubilmente questa pellicola alla nostra passione domenicale risiede in un’operazione di fan engagement mai vista prima. Nel 2006, la Pixar ha trasferito il paddock della Formula 1 all'interno della sala di doppiaggio italiana, creando un legame viscerale con il pubblico del Circus.
Il momento più iconico resta senza dubbio il cammeo di Michael Schumacher, che prestò la sua voce ad una splendida Ferrari F430 sul finale del film, entrando nella bottega di Luigi e pronunciando:
"Spero che non ti dispiaccia, Guido mi ha detto che questo è il posto migliore per comprare le gomme".

Un omaggio bellissimo di Schumacher che non era affatto solo in griglia di partenza. Giancarlo Fisichella, Jarno Trulli ed Emanuele Pirro si sono infatti prestati ad interpretare Boost, DJ e Wingo, le tre vetture elaborate responsabili del colpo di sonno del camion Mack in autostrada. L'anima più pura del motorsport è stata invece affidata all'inconfondibile tocco di Alex Zanardi, straordinario nel dare ironia e carattere al muletto Guido, l'eroe del pit-stop fulmineo nella finale di Los Angeles.
A completare l'atmosfera da Gran Premio ci hanno pensato le voci storiche delle domeniche Rai dell'epoca: Gianfranco Mazzoni ed Ivan Capelli hanno infatti ricreato la loro inconfondibile alchimia televisiva nei panni dei telecronisti della Piston Cup, Bob Cutlass e Darrell Cartrip. Un mix perfetto che ha trasformato un film d’animazione in un vero e proprio tributo alla nostra cultura motoristica.

Il capolavoro d'animazione che ha cambiato una generazione

All'epoca erano abituati ad entrare in sala ed assistere ad un altro lungometraggio Pixar che avrebbe fatto la storia.
Oggi, per fare lo stesso, servirebbe una DeLorean.

Un film che ci ha reso adulti e che ora, quando inseriamo di nuovo il vecchio DVD nel lettore, ci fa tornare bambini.
Un film che ci ha insegnato ad essere generosi, che la cosa più importante per noi è seconda solo all'amore per gli altri. Un film che ha reso delle macchine esseri umani, e che ci faceva venire tanta voglia di guidare quando ancora non arrivavamo al pedale dell'accelleratore... e forse nemmeno al volante.
Un film che ti chiede cos'è davvero importante, cosa stai perdendo lungo la strada. Che ti suggerisce di rallentare e guardare un po' fuori dal finestrino quando tutto corre veloce intorno a te, e tu provi a superarlo senza riuscirci.

Un film che è molto di più, che vince pur fermandosi prima del traguardo.
 

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Sezione: Non solo Formula 1 / Data: Mar 16 giugno 2026 alle 19:30
Riccardo Ciadini / Twitter: @ciadinino
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Riccardo Ciadini
autore
Classe 2004, Riccardo concilia l’indole per la scrittura ed il video-making all’amore per il cinema e il teatro. Studente di teatro e cinema, lavora nel sociale e passa il tempo libero a scrivere sceneggiature per spettacoli e cortometraggi indipendenti. Nel 2006 esce il classico Pixar Cars e nasce la sua fissazione per il mondo delle corse