L'epilogo delle Qualifiche Sprint a Miami non ha regalato le soddisfazioni sperate in casa Ferrari. Analizzando lucidamente la sessione, Frédéric Vasseur ha sottolineato come un probabile abbassamento delle temperature dell'asfalto nelle fasi conclusive possa aver influito negativamente sulle prestazioni. Il manager transalpino non ha nascosto un certo disappunto per l'andamento del pomeriggio, ricordando le ottime prestazioni cronometriche che avevano visto la scuderia dominare le prove libere e la seconda fase delle qualifiche, confermando comunque l'incoraggiante potenziale di base della monoposto.

Il cuore del problema, secondo la disamina del muretto box, risiede attualmente nella velocità di punta. Il responsabile della compagine di Formula 1 ha infatti evidenziato come la vettura soffra di una carenza prestazionale sui lunghi rettifili del tracciato americano. Tuttavia, ha voluto rassicurare l'ambiente spiegando che questo handicap risulta decisamente meno marcato quando si passa alla configurazione da gara, lasciando aperti tutti gli scenari per la competizione. La priorità per i tecnici sarà ora ottimizzare la calibrazione dell'energia elettrica e curare ogni minimo dettaglio tecnico, poiché la squadra ha dimostrato di poter lottare ai vertici quando tutto il pacchetto lavora in armonia.

Riguardo allo stato d'animo di Charles Leclerc, scivolato in quarta piazza proprio nel momento decisivo, Vasseur ha mostrato totale comprensione. Il dirigente ha infatti confermato che è assolutamente naturale provare amarezza quando si primeggia per gran parte del tempo per poi non concretizzare il risultato alla fine, un sentimento di insoddisfazione condiviso in prima persona anche dai tecnici al muretto. Guardando alla Sprint Race, l'attenzione iniziale sarà indubbiamente rivolta allo scatto al semaforo. Pur non volendo svelare le tattiche previste per lo stacco frizione, il Team Principal ha ribadito che la Ferrari non dovrà fare affidamento esclusivamente sui primissimi metri, potendo contare su un passo gara che si è rivelato estremamente solido e competitivo. Le sue parole:

"Forse nel finale delle qualifiche la pista era leggermente più fresca. Resta comunque un po’ di amarezza, perché nelle FP1 eravamo davanti con una doppietta e anche fino alla SQ2 il quadro era stato positivo. Il potenziale, però, si è visto e questo resta un segnale incoraggiante. Adesso dobbiamo capire bene cosa non ha funzionato.

Il limite più evidente resta sul dritto. In configurazione gara questo aspetto si nota un po’ meno e questo significa che domani può ancora succedere di tutto. Da parte nostra, però, servirà sistemare la gestione dell’energia e curare ogni singolo dettaglio, perché abbiamo dimostrato che, quando riusciamo a mettere insieme tutto, siamo lì a giocarci le posizioni che contano.

Leclerc deluso? Direi che è normale. Se chiudi secondo in SQ1, primo in SQ2 e poi ti ritrovi quarto alla fine, è difficile essere soddisfatti. Non lo sarei stato neppure io al suo posto. Domani la partenza avrà sicuramente un peso importante, anche se il passo gara è sembrato buono e quindi sarà la pista a parlare.

La partenza? Preferisco non svelare troppo, però prima o poi ci sarà una convergenza su certe soluzioni. In ogni caso non possiamo pensare di giocarci tutto soltanto in quel momento."

Sezione: News / Data: Ven 01 maggio 2026 alle 23:35
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate