La Ferrari lascia le qualifiche del Gran Premio del Brasile con indicazioni decisamente più incoraggianti di quanto racconti la classifica. Sull'asfalto bagnato di Interlagos, la SF-26 ha mostrato una competitività che raramente aveva espresso in condizioni simili, permettendo a Charles Leclerc e Lewis Hamilton di guidare con maggiore fiducia. Il quarto tempo del monegasco e l'undicesima posizione del britannico non restituiscono completamente il potenziale delle due monoposto, anche perché il lavoro della squadra è stato condizionato dalle penalità già previste per la sostituzione delle componenti della power unit.

Ferrari, gli esperimenti di Leclerc cambiano le sensazioni sul bagnato

Il segnale più interessante arriva dal comportamento della vettura in condizioni di scarsa aderenza. Negli ultimi anni Leclerc aveva spesso lamentato difficoltà nel trovare il giusto feeling con le Ferrari sul bagnato, soprattutto rispetto alla naturalezza con cui riusciva a esprimersi nelle categorie propedeutiche. In Brasile, invece, il monegasco ha finalmente ritrovato sensazioni più vicine alle proprie aspettative, nonostante una qualifica caratterizzata da condizioni meteorologiche in continua evoluzione.

La consapevolezza di dover scontare dieci posizioni di penalità ha spinto Ferrari e Leclerc ad adottare un approccio sperimentale, lavorando su differenti configurazioni dell'ala e sulle regolazioni disponibili al volante. Non tutte le modifiche hanno prodotto il risultato desiderato, tanto che nella Q3 la squadra ha imboccato una direzione meno efficace, ma le informazioni raccolte potrebbero rivelarsi particolarmente preziose. Il quarto tempo, ottenuto a 819 millesimi dalla pole position di Lando Norris, assume quindi un significato che va oltre il risultato immediato: la SF-26 sembra aver mostrato una finestra di funzionamento sul bagnato più favorevole rispetto a quella sperimentata in precedenza.

Anche Hamilton competitivo: una Ferrari diversa sotto la pioggia

Indicazioni positive sono arrivate anche dall'altra parte del garage. Lewis Hamilton ha trovato una buona confidenza con la monoposto soprattutto nella Q1, affrontando le condizioni difficili di Interlagos senza lamentare particolari problemi di comportamento. Il sette volte campione del mondo ha concluso undicesimo, ma il suo programma era stato volutamente limitato dopo i problemi tecnici delle FP3, che avevano costretto Ferrari a un ulteriore intervento sulla power unit e lo avevano già destinato al fondo della griglia.

Più che inseguire a ogni costo una posizione in qualifica destinata a essere vanificata dalle penalità, la squadra ha sfruttato la sessione per raccogliere informazioni e preservare pneumatici in vista della gara. La risposta della vettura ha comunque lasciato intravedere un potenziale superiore al risultato ottenuto, specialmente considerando la fiducia mostrata da Hamilton nelle fasi iniziali sull'asfalto molto bagnato.

Per Ferrari resta da capire quanto questi progressi siano trasferibili ad altre condizioni e ad altri circuiti. Interlagos ha fornito risposte incoraggianti, ma non sufficienti per considerare definitivamente risolte le difficoltà sul bagnato. Intanto, con Leclerc atteso dalla quattordicesima posizione e Hamilton dalla ventesima, la possibilità di un'altra gara sotto la pioggia apre uno scenario interessante: la SF-26 potrebbe avere proprio nell'aderenza sul bagnato una delle risorse per tentare la rimonta.

Sezione: Ferrari / Data: Dom 08 novembre 2026 alle 10:45
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
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Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate