Carlo Vanzini analizza la crescente tensione fra Lewis Hamilton e Charles Leclerc, offrendo una lettura che va oltre il singolo episodio del Gran Premio del Messico. Durante l'approfondimento di Sky Sport F1, il giornalista ha ricondotto l'atteggiamento del sette volte campione del mondo alle aspettative con cui è arrivato a Maranello e al ruolo che ritiene di dover ricoprire nella ricostruzione della Ferrari. Secondo Vanzini, Hamilton vuole incidere profondamente sulle scelte della squadra, dalla metodologia di lavoro alla gestione dei rapporti interni, fino alla possibilità di ritrovare Valtteri Bottas al proprio fianco. Una posizione che apre interrogativi sul rapporto con Leclerc e Fred Vasseur, ma soprattutto sulla direzione che la Scuderia intende seguire per tornare a vincere.

"Credo che per comprendere quello che sta accadendo bisogna partire da un concetto fondamentale. Hamilton è arrivato alla Ferrari come potrebbe arrivare Messi o Cristiano Ronaldo in una squadra che non vince da vent'anni. È stato accolto come il salvatore della patria, quello che avrebbe dovuto portare una mentalità diversa, nuove metodologie e soprattutto il successo. Mettendoci nei suoi panni, credo che il ragionamento sia abbastanza semplice: mi avete preso perché questa squadra non vince da tanto tempo e perché pensate che io possa cambiare le cose. Allora dovete permettermi di intervenire, di modificare il modo di lavorare e di indicare la direzione da seguire. È questo l'Hamilton che stiamo vedendo, un pilota che sta assumendo un ruolo sempre più importante, anche ingombrante, all'interno della Ferrari. Ma se hai deciso di prendere Lewis Hamilton, devi anche essere disposto ad ascoltarlo. Lui vuole avere Valtteri Bottas al proprio fianco e credo che questa richiesta rientri proprio nella sua idea di costruire una squadra capace di vincere. Non dimentichiamo che ha sempre considerato Bottas uno dei migliori compagni che abbia avuto, arrivando anche a dedicargli parole molto importanti. Se hai ingaggiato Hamilton, lo hai fatto per provare a conquistare con lui l'ottavo titolo mondiale, non semplicemente per aggiungere un grande nome alla formazione. Questo, secondo me, è un punto fermo nella testa di Lewis. Lui ritiene di sapere che cosa serva per vincere e vuole che la Ferrari segua le sue indicazioni. Del resto, quante volte lo abbiamo sentito sottolineare di aver suggerito una determinata strategia, di aver dato indicazioni corrette o di aver contribuito con i propri consigli a un risultato positivo di Leclerc? Sta cercando di affermare il proprio ruolo all'interno della squadra. Poi possiamo discutere se sia giusto o sbagliato, ma quando prendi un personaggio di questo livello devi sapere che porterà con sé anche determinate esigenze. C'è poi il confronto con Charles. Guardando soltanto alcune prestazioni del 2026, i due sono più vicini di quanto si possa immaginare, mentre il bilancio complessivo dei punti risente anche delle difficoltà affrontate da Hamilton nella sua prima stagione. Però non possiamo continuare a giustificare tutto dicendo che per Lewis era il primo anno in Ferrari. Altrimenti dovremmo applicare lo stesso ragionamento anche a Leclerc, quando arrivò a Maranello e si trovò accanto un quattro volte campione del mondo come Sebastian Vettel. Ricordiamoci anche quale fosse l'entusiasmo al momento dell'annuncio di Hamilton. Ci si chiedeva se sarebbe arrivato prima il suo ottavo titolo oppure il primo Mondiale di Charles. La Ferrari aveva scelto due piloti di altissimo livello e ci si aspettava una squadra capace di lottare per il campionato. Le cose non sono andate secondo le aspettative e adesso Hamilton sembra voler ribadire un concetto: mi avete preso perché sono uno dei piloti più vincenti della storia, quindi, se volete tornare al successo, dovete ascoltarmi. Anche alcuni passaggi delle sue dichiarazioni su Fred Vasseur mi hanno colpito. Quando dice di ritenere ancora Fred la persona giusta, mi viene da chiedermi quale sia il significato di quella precisazione. Se Hamilton sta portando avanti determinate riflessioni direttamente con John Elkann, quale ruolo rimane a Vasseur in questo confronto? È una domanda che mi pongo, non conosco naturalmente quello che accade all'interno della Ferrari. Ma il punto è che Lewis sembra voler incidere sempre di più sulle decisioni della squadra. E in tutto questo non dobbiamo dimenticare che esiste anche un compagno di squadra. Leclerc non è un personaggio secondario, è un pilota che ha costruito il proprio percorso in Ferrari e che ha le stesse ambizioni di Hamilton. Per questo trovo significativo che Lewis abbia scelto proprio questo momento per tornare con tanta forza sulla polemica. Non so se la sua posizione sia corretta, ma credo di aver capito quello che vuole: una Ferrari che segua la sua visione, che lavori secondo le sue indicazioni e che gli permetta di inseguire quell'ottavo titolo per il quale ritiene di essere stato chiamato a Maranello. È questa, secondo me, la chiave per interpretare le sue dichiarazioni e quello che sta accadendo nella squadra".

Sezione: News / Data: Ven 06 novembre 2026 alle 21:45
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
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Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate