Aggiornare le regole sul secondary ticketing senza abbassare la guardia contro il bagarinaggio. È la richiesta che Ticketoo, startup italiana della rivendita di biglietti tra fan, ha rivolto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) con una segnalazione presentata giovedì 22 ottobre.

La società, fondata nel 2022 e con oltre 600.000 utenti registrati, chiede all’Autorità di due cose. La prima è esercitare i propri poteri di segnalazione (advocacy) per indicare a Parlamento e Governo l’opportunità di rivedere la normativa. La seconda è valutare l’apertura di un’indagine conoscitiva sul mercato italiano della rivendita, per misurare il livello di concorrenza, le condizioni offerte ai consumatori e gli ostacoli all’ingresso per i servizi innovativi.

Il nodo normativo

Al centro della segnalazione c’è la disciplina introdotta con la legge di bilancio 2017 (L. 232/2016), pensata per contrastare il bagarinaggio. Secondo Ticketoo, l’attuale interpretazione tende a riservare la rivendita agli operatori già attivi nella vendita primaria, senza distinguere tra due modelli molto diversi: quello speculativo, in cui il biglietto può essere rivenduto a un prezzo maggiorato, e quello non speculativo, in cui il prezzo non supera mai quello pagato dall’acquirente originale. È il caso, sostiene la società, della propria piattaforma, dove nessun biglietto può essere rivenduto a un prezzo più alto di quello d’acquisto.

Il risultato, a giudizio dell’azienda, sarebbe «meno concorrenza, meno innovazione e meno possibilità di scelta» per i consumatori. Ticketoo propone di consentire anche alle piattaforme indipendenti di intermediare la rivendita tra privati, attraverso un sistema di autorizzazione fondato su requisiti chiari di sicurezza, trasparenza e contrasto alla speculazione, senza che sia necessario disporre di un sistema certificato per l’emissione di nuovi biglietti.

Il caso delle ATP Finals

Tra gli esempi citati nella segnalazione ci sono le Nitto ATP Finals di Torino (15-22 novembre 2026). Secondo le FAQ del sito ufficiale della biglietteria, consultate da Ticketoo il 27 ottobre, i biglietti non sono rimborsabili e non è previsto un servizio o un canale ufficiale di rivendita, anche se è prevista la possibilità di cederli. Per chi non può più partecipare, sostiene la società, il rischio è perdere quanto speso o affidarsi a scambi informali privi di garanzie.

«Non chiediamo trattamenti di favore»

«Quando abbiamo fondato Ticketoo volevamo risolvere un problema concreto: permettere a chi non può più andare a un evento di rivendere il proprio biglietto in modo semplice e sicuro, senza specularci», afferma il CEO e co-founder Simone Serani. «Non chiediamo meno regole né trattamenti di favore. Chiediamo che l’innovazione possa svilupparsi nel rispetto degli stessi obiettivi di tutela».

Secondo la società, tecnologie come la verifica dei titoli, i pagamenti tracciati e i controlli sui prezzi rendono oggi possibili servizi più sicuri e trasparenti, e la normativa non ne avrebbe ancora tenuto pienamente conto.

Sezione: Non solo Formula 1 / Data: Mar 03 novembre 2026 alle 13:04
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.