Dopo una qualifica particolarmente complessa per la Ferrari, Lewis Hamilton ha chiuso quinto e Charles Leclerc sesto, in una sessione condizionata dal vento e dalla pioggia arrivata nel momento decisivo del Q3. Norris ha conquistato la pole davanti a George Russell e Kimi Antonelli, mentre la Mercedes aveva mostrato un passo molto competitivo già nella Sprint. Proprio sulle difficoltà della Ferrari nel preparare il giro decisivo si è concentrato Matteo Bobbi, evidenziando come la scelta di effettuare un doppio giro di preparazione non abbia prodotto i risultati sperati e come la SF-26 sia apparsa meno efficace della concorrenza nella ricerca del grip:

«Credo che Vasseur abbia parlato apposta di preparazione. È stato un fine qualifica complicato, con la pioggia che incalzava, il vento e il freddo. La Ferrari ha fatto qualcosa di diverso, con il doppio giro di preparazione, che in realtà non ha pagato. Ci sono tante imprecisioni nell'on board, meno grip rispetto alla concorrenza. Era lampante, era un po' dappertutto e non in un solo punto. L'unica cosa che mi viene in mente è la preparazione del giro.»

Un'analisi che individua quindi nella preparazione dello pneumatico e nella capacità di generare grip uno dei principali elementi alla base della prestazione Ferrari, più che un singolo errore o una curva specifica. La sessione, disputata con condizioni variabili, ha reso ancora più delicata la gestione del giro di preparazione e della temperatura delle gomme.

Sezione: Ferrari / Data: Sab 22 agosto 2026 alle 17:27
Autore: Leonardo Adamo
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