Charles Leclerc ha chiuso la Sprint Qualifying di Zandvoort al terzo posto, alle spalle di George Russell e Lando Norris, in una sessione estremamente combattuta: appena 75 millesimi hanno separato il monegasco dalla pole. Lewis Hamilton, invece, ha concluso settimo, staccato di circa mezzo secondo dal compagno di squadra. Proprio la differenza tra i due piloti Ferrari ha attirato l'attenzione di Carlo Vanzini, che ha sottolineato la qualità del giro realizzato da Leclerc, ma anche la sua crescente capacità di adattarsi alle caratteristiche delle monoposto 2026.

«Non è scontato dire che è il suo giro migliore in qualifica in tutto l'anno. Ha dato mezzo secondo a Hamilton e non è scontato, però sembra anche che Leclerc stia iniziando a imparare ad utilizzare queste macchine che non lo fanno osare. Ecco, forse Charles deve imparare a mettere una D davanti a quel verbo e imparare a dosare. Ci sono piloti che arrivano alla domenica pronti grazie alle tre FP e chi emerge durante i weekend Sprint.»

L'analisi di Vanzini mette quindi in evidenza un aspetto interessante del rendimento di Leclerc: non soltanto la velocità pura, ma la capacità di trovare il limite senza oltrepassarlo, soprattutto con una vettura che può richiedere un approccio più conservativo rispetto alle generazioni precedenti. Il terzo posto di Zandvoort conferma inoltre il buon livello mostrato dalla Ferrari nella sessione, con Leclerc inserito nella lotta per la pole fino all'ultimo tentativo.

Sezione: Ferrari / Data: Ven 21 agosto 2026 alle 17:46
Autore: Leonardo Adamo
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