Nella seconda parte della conferenza stampa ufficiale del Gran Premio d'Olanda, Max Verstappen ha toccato temi profondi legati alla guida pura, alla cultura del motorsport e agli aspetti tecnici che influenzano le sue prestazioni in pista. Il quattro volte campione del mondo ha espresso un velato rammarico per l'uscita di scena dell'Hungaroring e di Zandvoort dal calendario immediato, confrontando la pista di casa con alcuni circuiti recenti privi di personalità. In aggiunta, Verstappen ha svelato l'impatto del simracing sulla sua carriera e spiegato nel dettaglio le insidie dei problemi di scalata del cambio patiti all'Hungaroring.

L'addio a Zandvoort e le piste moderne: "Manca carattere in molti nuovi circuiti"

L'importanza di Team Redline: "Il simulatore affina l'adattamento e apre porte ai giovani"

La lezione di Budapest sulle scalate: "Se il cambio spinge o blocca il retrotreno distruggi le gomme"

"Zandvoort è una pista vera, 'old-school', che ti premia se guidi bene. È uno dei migliori tracciati in calendario rispetto a certi circuiti moderni dove andiamo ora che – non farò nomi – difettano di carattere."

— Max Verstappen in conferenza stampa a Zandvoort

La stoccata ai circuiti moderni: "Zandvoort ha carattere, altre piste no"

Riflettendo sull'ultima edizione del Gran Premio d'Olanda per il prossimo futuro, Verstappen ha sottolineato il valore storico e tecnico del tracciato di casa, mettendo in discussione alcune scelte recenti della Formula 1. "Ci mancherà la storia di questo posto e la grande quantità di appassionati veri", ha spiegato Max. "È una pista fantastica, da vera vecchia scuola: ti premia enormemente se fai tutto alla perfezione. È uno dei tracciati migliori in calendario, specialmente se paragonato ad alcune piste recenti dove andiamo oggi che — senza fare nomi — mancano decisamente di carattere. Guidare qui sarebbe stato fantastico anche se non fossi stato olandese".

Il ruolo del simracing con Team Redline: "Allenamento unico per la realtà"

Interpellato sul suo impegno di lunga data con il Team Redline e nel mondo dei simulatori fin dall'esordio a 17 anni, l'olandese ha evidenziato come l'attività virtuale lo abbia aiutato nella guida reale e nelle gare Endurance. "Mi ha mantenuto estremamente lucido anche fuori dalla pista, preparando la mia mente in modi mai visti prima", ha rivelato Verstappen. "Guidare e adattarsi a auto diverse fuori dalla F1 aiuta sempre. Quando sali su quelle macchine nella vita reale per la prima volta, processare le informazioni fin dai primi giri diventa molto più naturale. Inoltre volevo dimostrare che i sim-driver possono arrivare nel mondo reale: ecco perché amo fare gare di durata".

La spiegazione tecnica sulle scalate (downshift): "Scompone il bilanciamento"

Infine, Verstappen è tornato sui ripetuti messaggi via radio inviati al box in Ungheria riguardo al comportamento del cambio in scalata, spiegando la sensibilità di questo dettaglio meccanico sulla monoposto. "In scalata il cambio può fare due cose nocive: o dà un 'colpo' che spinge la macchina in avanti, oppure blocca l'asse posteriore", ha analizzato dettagliatamente il pilota Red Bull. "Entrambi i comportamenti hanno un impatto enorme sul bilanciamento della vettura e sul degrado degli pneumatici. Molte volte va tutto bene, ma riporto sempre ogni minimo dettaglio al team quando penso che si possa fare di meglio".

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Sezione: News / Data: Gio 20 agosto 2026 alle 21:02
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
autore
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate