Dispensa sorrisi a destra e a manca Giorgio Terruzzi, incornando vincitori e sconfitti del Gran Premio di Silverstone che in realtà vede solo la Ferrari - con un tocco di fortuna - vincere in Inghilterra. Ecco un suo estratto dall'edizione odierna del Corriere della Sera

"Qualche certezza in mezzo a molti dubbi. Prima di tutto: bentornato Charles. Eravamo tutti un po’ scossi da un’ombra lunga, e rivedere il suo tocco è un sollievo, riapparso con la stessa misteriosa intensità con cui era scomparso. Ha scelto una strada tutta sua: bene. Significa che trae forza dalla responsabilità, abbastanza da cambiare passo e umore — come succede ai fenomeni ipersensibili, che risentono anche delle più sottili sfumature tecniche e vedono contrarsi ogni gesto felice. Charles davanti a Hamilton nella gara decisiva per Lewis; la Ferrari davanti alla Mercedes in un Gran Premio dato per perso alla vigilia. Lo ribadiamo: siamo in una F1 indecifrabile, dove i sorpassi avvengono in accelerazione più che in staccata. Ma siamo anche testimoni di un nuovo trionfo Ferrari, favorito dall’ennesima disavventura di Antonelli. Probabilmente avrebbe vinto Kimi, perché quando mette in pista la sua rumba diventa impossibile stargli dietro. Un guasto tanto anomalo quanto provvidenziale per Leclerc e, soprattutto, per Russell, che ora guarda la classifica e sorride senza particolari meriti. Il -25 è un’illusione soprattutto per lui, visto che nei confronti diretti con il nostro ragazzo perde sempre. Tuttavia, il morale è fragile quanto i meccanismi mentali: attenzione a George, che ora va a Spa — una pista che ama — e si presenterà come se fosse davvero in lotta per il Mondiale. L’ipotesi è concreta ma discutibile; nutriamo l’ottimistica convinzione che Antonelli possa presto ripristinare una situazione ormai evidente in classifica. Il vero sconfitto di Silverstone è però Hamilton: battuto da Kimi nella Sprint e lontano da Leclerc ieri. Era troppo convinto di aver assunto il ruolo di prima guida; sognava il colpo grosso in casa, e ora toccherà alla Ferrari, se le ambizioni crescono, indicare un solo inseguitore e gestire una coppia che non può permettersi nemmeno una seconda guida."

Capito — vuoi che riveda e riformuli il virgolettato preservandone tono e contenuto. Ecco una versione rimpastata, più scorrevole e compatta: «Qualche certezza in mezzo a molti dubbi. Prima di tutto: bentornato Charles. Eravamo tutti un po’ scossi da un’ombra lunga, e rivedere il suo tocco è un sollievo, riapparso con la stessa misteriosa intensità con cui era scomparso. Ha scelto una strada tutta sua: bene. Significa che trae forza dalla responsabilità, abbastanza da cambiare passo e umore — come succede ai fenomeni ipersensibili, che risentono anche delle più sottili sfumature tecniche e vedono contrarsi ogni gesto felice. Charles davanti a Hamilton nella gara decisiva per Lewis; la Ferrari davanti alla Mercedes in un Gran Premio dato per perso alla vigilia. Lo ribadiamo: siamo in una F1 indecifrabile, dove i sorpassi avvengono in accelerazione più che in staccata. Ma siamo anche testimoni di un nuovo trionfo Ferrari, favorito dall’ennesima disavventura di Antonelli. Probabilmente avrebbe vinto Kimi, perché quando mette in pista la sua rumba diventa impossibile stargli dietro. Un guasto tanto anomalo quanto provvidenziale per Leclerc e, soprattutto, per Russell, che ora guarda la classifica e sorride senza particolari meriti. Il -25 è un’illusione soprattutto per lui, visto che nei confronti diretti con il nostro ragazzo perde sempre. Tuttavia, il morale è fragile quanto i meccanismi mentali: attenzione a George, che ora va a Spa — una pista che ama — e si presenterà come se fosse davvero in lotta per il Mondiale. L’ipotesi è concreta ma discutibile; nutriamo l’ottimistica convinzione che Antonelli possa presto ripristinare una situazione ormai evidente in classifica. Il vero sconfitto di Silverstone è però Hamilton: battuto da Kimi nella Sprint e lontano da Leclerc ieri. Era troppo convinto di aver assunto il ruolo di prima guida; sognava il colpo grosso in casa, e ora toccherà alla Ferrari, se le ambizioni crescono, indicare un solo inseguitore e gestire una coppia che non può permettersi nemmeno una seconda guida.» Vuoi una versione più breve per social (tweet/IG) o più ricca per un editoriale?

Sezione: Ferrari / Data: Lun 06 luglio 2026 alle 09:49
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.