Alexander Albon risponde alle critiche di Fernando Alonso e difende il livello dei piloti che oggi compongono la griglia di Formula 1. La polemica è nata ad Austin, dopo il contatto fra Williams e Aston Martin alla curva 11 nel primo giro del Gran Premio degli Stati Uniti. Lo spagnolo, contrariato dai danni riportati dalla propria monoposto, aveva attaccato duramente il collega, arrivando a mettere in discussione la qualità dei piloti impegnati nelle posizioni di rincalzo. Parole che Albon non ha gradito, soprattutto perché pronunciate da un campione che ha sempre ammirato fin da bambino. Alla vigilia del Gran Premio del Messico, il thailandese ha replicato senza sottrarsi al confronto, respingendo l'idea che le difficoltà nelle retrovie siano necessariamente legate alla preparazione di chi guida. Per Albon la Formula 1 attuale presenta una delle griglie più competitive degli ultimi anni e il contatto con Alonso è stato un normale episodio di gara, non la dimostrazione di una mancanza di capacità.

Albon contro Alonso: "Ho sempre avuto grande rispetto per Fernando"

Le parole pronunciate da Alonso dopo Austin avevano lasciato poco spazio alle interpretazioni. Il due volte campione del mondo aveva accusato Albon di aver compromesso la sua gara con una manovra sbagliata, estendendo poi la critica al livello generale dei piloti che occupano l'ultima parte dello schieramento. L'incidente non aveva portato a penalità, ma aveva provocato danni a entrambe le vetture, condizionando soprattutto la prestazione dell'Aston Martin. Albon ha spiegato di non condividere quella ricostruzione, pur mantenendo inizialmente un atteggiamento rispettoso nei confronti dello spagnolo. "Ho sempre avuto una grandissima considerazione di Fernando. Quando ero ragazzino lo ammiravo molto e continuo a rispettare quello che ha fatto in Formula 1. Però credo che tutti, prima o poi, ci siamo trovati a lottare nelle ultime posizioni e sappiamo quanto possa essere complicato. Non significa che i piloti siano meno bravi, spesso è semplicemente la macchina a non permetterti di correre più avanti", ha spiegato il thailandese. Il riferimento alla Williams è inevitabile: dopo una stagione 2025 particolarmente positiva, la squadra di Grove ha incontrato molte più difficoltà con il nuovo regolamento tecnico, ritrovandosi frequentemente nelle posizioni di fondo classifica. Una situazione che Albon conosce bene e che rende ancora meno condivisibile, ai suoi occhi, associare il piazzamento alla qualità del pilota. Quanto all'incidente di Austin, la sua lettura rimane differente da quella di Alonso: "Per me è stato un episodio piuttosto equilibrato, direi cinquanta e cinquanta. Era il primo giro, ci stavamo giocando la posizione e nessuno dei due aveva molto spazio. Durante la gara abbiamo continuato a battagliare e, sinceramente, mi è sembrato anche un bel confronto. Fernando evidentemente lo ha vissuto in modo diverso. Bisogna poi considerare che certe dichiarazioni arrivano subito dopo essere scesi dalla macchina, quando le emozioni sono ancora forti".

"Non ci sono più i piloti paganti": Albon difende la Formula 1 attuale

La discussione si è accesa ulteriormente quando è stato riferito ad Albon che Alonso aveva ribadito le proprie critiche anche in Messico. A quel punto, il britannico di nazionalità sportiva thailandese ha abbandonato parte della diplomazia iniziale, difendendo con maggiore decisione il livello del campionato. "Avevo un enorme rispetto per Fernando, ma se continua su questa linea allora rispondo anch'io. Non sono assolutamente d'accordo con quello che dice. Guardate la griglia di oggi e confrontatela con quella di dieci o quindici anni fa: il livello medio è cresciuto tantissimo. Non abbiamo più piloti che arrivano soltanto perché portano un budget. Ci sono ragazzi estremamente preparati, anche nelle ultime file". È una presa di posizione netta, che sposta il confronto dall'incidente di Austin a un tema più generale. La Formula 1 è diventata un ambiente nel quale la preparazione fisica, il lavoro al simulatore, la gestione dei sistemi e la capacità di adattarsi alle richieste tecniche delle monoposto hanno raggiunto livelli molto elevati. Questo non elimina gli errori, né rende tutti i piloti equivalenti, ma riduce il significato di una classifica letta senza considerare la competitività dei mezzi. Albon rivendica soprattutto la differenza fra correre nelle retrovie per mancanza di prestazione della vettura e trovarsi in quelle posizioni per limiti personali. Una distinzione che conosce direttamente, avendo vissuto stagioni molto differenti fra Red Bull e Williams. Il thailandese ha chiuso il confronto con una battuta che racconta bene quanto la polemica sia ancora viva: "Spero soltanto che in questo Gran Premio non ci ritroveremo ancora una volta a incrociare le nostre strade in pista".

Williams, il presente è difficile: ora si lavora soprattutto per il 2027

Al di là dello scontro verbale, Albon ha affrontato anche le difficoltà sportive della Williams, ammettendo che il campionato 2026 si è rivelato molto più complicato del previsto. La squadra ha introdotto aggiornamenti e continua a lavorare sulla monoposto, ma una parte significativa dell'attività è ormai indirizzata alla prossima stagione. "È un periodo difficile, e vi assicuro che guidare questa macchina è ancora più complicato che guardarla dall'esterno. Continuiamo a svilupparla, ci sono stati dei progressi, ma ormai il nostro lavoro è concentrato soprattutto sul 2027. Da parecchie gare utilizziamo anche le FP1 per provare componenti e raccogliere informazioni utili ai ragazzi che lavorano in fabbrica. Vogliamo arrivare al prossimo anno con basi migliori e raccogliere finalmente i risultati di quello che stiamo facendo".

Sezione: News / Data: Gio 29 ottobre 2026 alle 21:25
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
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Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate