Oliver Bearman guarda al Gran Premio del Messico con fiducia, ma il suo futuro in Formula 1 resta ancora da definire ufficialmente. Il giovane britannico della Haas, intervenuto nella conferenza stampa del giovedì a Città del Messico, ha affrontato due questioni differenti: le possibilità della squadra su un circuito particolarmente impegnativo per le nuove power unit e i tempi necessari per arrivare all'annuncio del rinnovo contrattuale. Su quest'ultimo argomento Bearman ha lasciato intendere con chiarezza quale sia la propria volontà, spiegando che la decisione non dipende esclusivamente da lui. Il desiderio di continuare è evidente, ma ci sono valutazioni più ampie da completare prima di ufficializzare il programma per il 2027.

Bearman e il rinnovo con Haas: "Se dipendesse da me, sarebbe già annunciato"

Il mercato piloti continua a essere un argomento importante anche nella parte conclusiva della stagione, soprattutto per quelle squadre che non hanno ancora definito pubblicamente tutti i dettagli della propria formazione futura. Bearman non ha nascosto la volontà di arrivare rapidamente a una soluzione, pur riconoscendo che le decisioni coinvolgono diversi aspetti dell'organizzazione. "Se la decisione spettasse soltanto a me, avremmo già dato l'annuncio da parecchio tempo. Ci sono però questioni più ampie da sistemare e stiamo ancora lavorando su quelle", ha spiegato il britannico. Una dichiarazione che lascia trasparire le intenzioni del pilota senza anticipare una firma o una decisione non ancora ufficializzata. Il rapporto con Haas si inserisce del resto in un percorso iniziato attraverso la Ferrari Driver Academy, che ha accompagnato Bearman verso la Formula 1 dopo le esperienze nelle categorie propedeutiche. Il britannico ha già dimostrato di saper gestire la pressione del massimo campionato, a cominciare dal debutto improvviso con la Ferrari nel Gran Premio dell'Arabia Saudita 2024, quando sostituì Carlos Sainz e conquistò subito i primi punti iridati. La definizione del suo futuro rappresenta quindi un passaggio importante per dare continuità a un percorso costruito negli anni fra Maranello e il team americano. Per ora Bearman preferisce concentrarsi sulla pista, lasciando che i diversi interlocutori coinvolti raggiungano un'intesa.

Haas, l'altitudine del Messico mette alla prova la power unit Ferrari

Il Gran Premio del Messico presenta intanto difficoltà tecniche particolari, legate soprattutto all'altitudine dell'Autódromo Hermanos Rodríguez. Il circuito si trova a oltre 2.200 metri sul livello del mare e la minore densità dell'aria modifica profondamente le condizioni di funzionamento delle monoposto. Nonostante le squadre utilizzino configurazioni aerodinamiche da alto carico, la deportanza effettivamente generata risulta inferiore rispetto a quella ottenibile a quote più basse, mentre il raffreddamento del motore, dei freni e dei sistemi elettrici diventa più complesso. Per le power unit introdotte nel 2026 si tratta di una prova particolarmente interessante, con nuove esigenze nella gestione della componente elettrica e dell'energia disponibile. Bearman ha ammesso di non sapere ancora come reagirà il pacchetto della Haas: "Non ho ancora un'idea precisa di quanto l'altitudine influenzerà la nostra power unit. Mi auguro che ci metta nelle condizioni di essere competitivi. Nelle curve lente sappiamo di avere una buona macchina, quindi vedremo se riusciremo a sfruttare questa caratteristica anche qui".

Sezione: News / Data: Gio 29 ottobre 2026 alle 21:10
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
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Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate