Sergio Perez festeggia le 300 presenze in Formula 1 davanti al proprio pubblico e sceglie di legare il resto della carriera al progetto Cadillac. Alla vigilia del Gran Premio del Messico, il pilota di Guadalajara ha raccontato le ragioni del rinnovo che lo terrà nella squadra americana almeno fino al 2029, confermando la volontà di partecipare alla costruzione di una realtà destinata a crescere nei prossimi anni. Una sfida profondamente diversa rispetto a quelle affrontate in passato, quando si era sempre inserito in strutture già consolidate. Questa volta, invece, Perez ha la possibilità di incidere direttamente sull'organizzazione, mettendo a disposizione l'esperienza accumulata in quindici anni di Formula 1. Un progetto a lungo termine che rappresenta anche il modo nel quale il messicano vuole concludere la propria carriera, senza rinunciare all'ambizione di lasciare qualcosa di importante.

Perez e Cadillac, una sfida diversa: "Voglio costruire qualcosa da zero"

Il rinnovo annunciato alla vigilia dell'appuntamento di casa non è soltanto una questione contrattuale. Perez conosce le difficoltà incontrate dalla Cadillac nella sua stagione d'esordio, ma considera proprio la possibilità di contribuire alla crescita della squadra uno degli elementi più interessanti della nuova avventura. "Ho deciso di prolungare il contratto perché mi trovo davvero bene con questa squadra e credo molto nel progetto. Partire da zero è una sfida enorme, qualcosa che non avevo mai affrontato prima. Quando arrivi in una struttura già esistente, per quanto tu possa essere importante, la tua influenza resta limitata. Qui posso contribuire molto di più, aiutando a costruire qualcosa che ancora non esisteva", ha spiegato il messicano. Il concetto va oltre il lavoro svolto durante i fine settimana di gara. Cadillac ha debuttato nel Mondiale 2026 dopo un complesso percorso di preparazione, costruendo un'organizzazione distribuita fra Stati Uniti e Regno Unito e affidandosi all'esperienza di Perez e Valtteri Bottas per accelerare la crescita tecnica e operativa. I risultati sono ancora lontani dalle posizioni che contano, ma il valore del primo anno non si misura esclusivamente attraverso i punti conquistati. Procedure, sviluppo, capacità di analisi e organizzazione del personale rappresentano fondamenta sulle quali costruire le stagioni successive. Il rinnovo fino al 2029 assicura continuità proprio nel momento in cui Cadillac deve trasformare l'esperienza del debutto in un programma più competitivo. Perez non nasconde di considerare questa avventura l'ultima grande sfida della propria carriera: "Sento un sostegno importante da parte della dirigenza e credo che questo sia il posto giusto per me. Voglio chiudere la carriera nel migliore dei modi, aiutando Cadillac a portare avanti il progetto. Ho intenzione di dare tutto quello che posso a questa squadra".

Trecento Gran Premi proprio in Messico: il traguardo di Checo

Il destino ha voluto che uno dei momenti più significativi della carriera di Perez coincidesse con il Gran Premio di casa. Domenica raggiungerà quota 300 partenze in Formula 1, un numero che assume un valore particolare per un pilota cresciuto con il sogno di arrivare nel massimo campionato e diventato nel tempo uno dei protagonisti più amati dal pubblico messicano. Dal debutto con la Sauber nel 2011 sono trascorsi quindici anni, attraversati da esperienze molto differenti: McLaren, Force India, Racing Point, Red Bull e infine Cadillac. Nel mezzo sei vittorie, il secondo posto nel Mondiale 2023 e stagioni nelle quali Perez ha dovuto ricostruire più volte il proprio percorso. "Arrivare a 300 Gran Premi e celebrare un traguardo del genere proprio in Messico è qualcosa di davvero speciale. Sono numeri che raccontano da soli il percorso fatto. Restare così a lungo in Formula 1, riuscendo anche a ottenere risultati importanti, richiede molto più che essere semplicemente veloci al volante", ha raccontato il pilota della Cadillac. 

Il consiglio al Perez del 2011: "Goditi di più il viaggio"

C'è infine una riflessione più personale, arrivata quando al messicano è stato chiesto cosa direbbe al ragazzo di ventun anni che nel 2011 si preparava a debuttare in Formula 1. La risposta racconta un lato della carriera che spesso rimane nascosto dietro risultati e classifiche. "Gli direi di rilassarsi un po' e di divertirsi di più. In questo ambiente vivi continuamente sotto pressione e finisci per dimenticare quanto sia straordinario quello che stai facendo. Tutto accade così velocemente che sei già concentrato sulla gara successiva, sul prossimo obiettivo, senza fermarti ad apprezzare ciò che hai appena raggiunto. È una cosa che ho capito soprattutto con il passare degli anni". Un pensiero che accompagna bene il traguardo delle 300 gare. Perez è tornato a correre davanti al proprio pubblico dopo l'assenza del 2025 e questa volta lo fa senza la pressione di dover dimostrare di meritare un posto in una squadra già vincente. 

Sezione: News / Data: Gio 29 ottobre 2026 alle 21:22
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
vedi letture
Mirko Borghesi
autore
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate