La Ferrari sta affrontando la SF-26 con una filosofia diversa rispetto ai rivali. A Maranello il motore non viene visto come l’unico elemento decisivo, ma come parte di un pacchetto unico insieme a telaio e aerodinamica.

Il progetto prevede soluzioni molto spinte: temperature di esercizio più alte, ingombri ridotti e un posteriore studiato per liberare più efficienza aerodinamica. In cambio, la power unit perderebbe qualcosa in termini di potenza massima rispetto alla concorrenza.

La logica è chiara: meno cavalli sul dritto, ma più libertà nella forma della carrozzeria e nella gestione dei flussi. Una scelta che può pagare molto, oppure esporre la Ferrari a limiti difficili da correggere.

Secondo chi segue da vicino il progetto, il concetto non sarebbe sbagliato in sé: il problema è riuscire a trasformare il vantaggio teorico in prestazione reale sul giro. Miami ha mostrato che gomme, bilanciamento e assetto restano ancora punti delicati.

In casa Ferrari il messaggio sembra essere: "Non stiamo cercando solo il motore più potente, ma la macchina più efficace nel suo insieme".

La domanda, però, resta pesante: questa strada porterà la SF-26 davanti a tutti o diventerà l’ennesima scommessa incompiuta?

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Sezione: News / Data: Gio 14 maggio 2026 alle 18:15
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari