Intervistato al Quotidiano Nazionale dal giornalista Leo Turrini, il CEO di Formula 1 Stefano Domenicali risponde a tutti coloro che stanno criticando i regolamenti di Formula 1 in questo inizio di mondiale 2026.

“Anch’io sono uno di loro – ha detto Domenicali a Turrini, riferendosi agli appassionati ‘vecchia scuola’ della F1 – generazionalmente sono un boomer e figuriamoci se non capisco le istanze e le rimostranze di chi si definisce a ragione ‘purista’. Detto questo, il mondo cambia e le cose evolvono. Non sempre in meglio, a volte servono correzioni. Ma liquidare la F1 moderna come una schifezza totale? No, non ci sto”.

"Qui non si discute che il nuovo regolamento abbia mutato il modo di guidare le monoposto. È vero – ha confermato Domenicali – ma è già successo in passato e succederà ancora. Ovviamente, questo regolamento non l’ho scritto io, né l’ha imposto Liberty Media. È stato concordato tra Federazione Internazionale e Costruttori qualche anno fa. È infantile dipingerlo come un complotto gigantesco. Ma di chi? Per quale motivo?”.

“Ho detto che le cose cambiano e oggi la Formula 1 non è mai stata così popolare – ha concluso Domenicali – non ha mai contato un seguito così ampio tra i giovani e le donne. Certo, non è merito del nuovo regolamento tecnico, perché questo trend era già consolidato con le regole precedenti, quando dominava la Red Bull di Verstappen. Servirebbe più equilibrio nei giudizi: a Miami abbiamo assistito a un weekend spettacolare”.

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Sezione: News / Data: Mer 13 maggio 2026 alle 11:14
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.