Secondo le indiscrezioni provenienti dal paddock, Ferrari avrebbe sviluppato la power unit 2026 seguendo una filosofia molto diversa rispetto ai rivali, puntando più sull’integrazione tra motore e aerodinamica che sulla pura potenza massima.

La testata in acciaio

La scelta più particolare riguarderebbe la testata in acciaio e il funzionamento del V6 a temperature molto più elevate rispetto alla concorrenza. Una soluzione che avrebbe comportato una perdita di cavalli rispetto a Mercedes, ma che permetterebbe di ridurre le dimensioni del raffreddamento e rendere più estremo il packaging aerodinamico della SF-26. Anche il turbo Ferrari seguirebbe questa logica: più piccolo rispetto a quello utilizzato da Mercedes e Red Bull, migliore ai bassi regimi ma meno efficace nella potenza agli alti.

Sacrificare potenza del motore per ottenere vantaggi aerodinamici

Tra gli elementi centrali del progetto ci sarebbe inoltre il sistema FTM (Flick Tail Mode), che sfrutta i gas di scarico caldi per aumentare l’efficienza aerodinamica di diffusore e ala posteriore. Gli aggiornamenti portati a Miami avrebbero ulteriormente sviluppato questo concetto. Ferrari avrebbe quindi sacrificato parte della potenza del motore per ottenere vantaggi aerodinamici e di efficienza complessiva della vettura. Tuttavia, la SF-26 starebbe ancora faticando a trasformare completamente questi benefici teorici in prestazione costante, soprattutto nelle velocità di punta. A Maranello, però, non sembrano intenzionati ad abbandonare questa filosofia progettuale: i prossimi sviluppi dovrebbero infatti continuare nella stessa direzione, con l’obiettivo di ridurre il gap da Mercedes mantenendo invariato il concetto di base della monoposto.

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Sezione: Ferrari / Data: Lun 11 maggio 2026 alle 19:56
Autore: Leonardo Adamo
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