Il Gran Premio di Miami ha lasciato più dubbi che certezze in casa Ferrari. La SF-26 è arrivata in Florida con novità importanti, ma il salto atteso non si è visto. Anzi, McLaren e Red Bull sembrano ora più vicine, mentre la Mercedes resta il riferimento.

Il nodo principale riguarda la power unit: nel paddock si parla di un divario importante rispetto alla Mercedes, anche se a Maranello la stima interna sarebbe meno drastica. Il programma ADUO potrebbe aiutare, ma difficilmente basterà da solo a ribaltare la situazione.

A Miami, inoltre, la Ferrari ha sofferto dopo la safety car: le gomme posteriori sono uscite dalla finestra ideale e la vettura ha perso stabilità e trazione. Leclerc ha provato a mascherare i limiti della macchina, ma nel finale anche lui ha pagato.

Frederic Vasseur sperava che Miami segnasse una ripartenza, ma la pista ha raccontato altro: “Ci aspettavamo segnali più chiari dopo il lavoro fatto, ma non siamo ancora dove vogliamo essere”.

Anche Benedetto Vigna ha indicato la necessità di non fermarsi ai progressi parziali: “Abbiamo visto elementi incoraggianti, ma serve trasformarli in risultati concreti”.

Il Canada darà risposte importanti, ma Monaco potrebbe essere ancora più indicativa: lì il motore peserà meno e la Ferrari non avrà più molte scuse.

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Sezione: News / Data: Dom 10 maggio 2026 alle 13:45
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari