Marco Antonelli parla del quinto successo del suo figlio Kimi a Monaco ai microfoni di Sky Sport Italia

"Ho sofferto di più alla seconda ripartenza, sai che per Kimi la partenza è stata complicata. Qualche volta ci ha preso, a volte no, più no che si. Ultimamente si era messa a posto. La Mercedes ha fatto un gran lavoro sulle strategie di partenza e l'ha aiutato molto. Quando il direttore di gara ha detto standing start ho detto 'Mammia mia, vediamo che succede'. Noi viviamo di motorsport e sappiamo come gira il mondo, non è costruito il talento di Kimi, è naturale. Non è che puoi pensare che sei arrivato perché hai vinto cinque gare, siamo in un ambiente con i sette volte campioni del mondo. Lui è sempre cresciuto con questa mentalità guardando chi va più forte di lui. Bisogna sempre avere paura che c'è qualcuno sulla terra che sale sulla macchina ed è più veloce di te. Non possiamo essere presuntuosi e dire che siamo i migliori. Oggi sei sulla Luna e domani sotto terra. La nostra filosofia è questa e il clic è dovuto a questa mentalità".

"Non pensiamo al fatto che potrebbe star scrivendo la storia, è un ragazzo di 19 anni che deve divertirsi. Non vi faccio vedere cosa stavamo facendo ieri sera. Abbiamo scritto un pezzettino di storia e questo è una base su cui continuare a scrivere dei pezzettini. Io spero che Kimi sia un riferimento per i ragazzi della sua età, ponetevi degli obiettivi, non per forza diventare un campione, ma diventare una brava persona nella vita e ce n'è bisogno. Per il resto, la Ferrari è sempre la Ferrari e sono contento se vince lei perché sono italiano. Sono nato ferrarista ed è giusto però che si tifi anche Kimi. Bisogna essere obiettivi e dare i meriti alla pista. Merito anche alla Mercedes che ha costruitp una macchina fenomenale

Sezione: News / Data: Dom 07 giugno 2026 alle 18:30
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.