Nel corso del Media Day del Gran Premio d’Italia, Lewis Hamilton ha parlato anche del lavoro svolto negli ultimi mesi per contribuire alla crescita della Ferrari. Il britannico ha sottolineato quanto sia importante, per un pilota, riuscire a dare indicazioni alla squadra anche attraverso una prospettiva esterna, dopo l’esperienza maturata in McLaren e Mercedes.

«Non c’ero ai tempi di Schumi in Ferrari per capire come andava allora nel team, ma guardando ad oggi credo che un input debba arrivare anche dal pilota. Ho spinto per avere tanti cambi che lo scorso anno non era stato possibile avere, c’è voluta anche tanta azione persuasiva da parte mia. Ho lavorato tanto al simulatore con l’obiettivo, venendo da una prospettiva esterna, di crescere. Sono fiero di aver visto tutti i progressi.»

Hamilton ha poi raccontato un momento decisamente più personale legato al suo arrivo all’Autodromo Nazionale di Monza. Il sette volte campione del mondo si è presentato al circuito al volante di una Ferrari F40, un esemplare particolarmente speciale perché associato proprio al numero 44.

«La F40 con cui sono arrivato al circuito oggi è favolosa, un sogno. Mi sono imbattuto in questa vettura, guidata per 69 km e poi lasciata in un garage… aveva ancora la polvere. È una delle macchine più belle e non credo che nessun pilota Ferrari abbia fatto un suo arrivo a Monza così. Favolosa, il motore aveva il numero “44”. Non ci credevo, era davvero una questione di destino.»

Un arrivo decisamente fuori dal comune per Hamilton, che ha così unito la passione per la storia Ferrari all’attualità del weekend di Monza. La Scuderia si prepara infatti a un appuntamento speciale, nel quale celebrerà anche il legame con Michael Schumacher attraverso la livrea dedicata al campione tedesco.

Sezione: Ferrari / Data: Gio 03 settembre 2026 alle 14:00
Autore: Leonardo Adamo
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