Lewis Hamilton ha sollevato un problema: quando prepara il weekend con il simulatore le cose vanno male, viceversa - come in Canada - quando lo prepara vecchia maniera. La domanda è spontanea: c'è qualche problema con il simulatore di casa Ferrari? Da Maranello giurano di no, anche perché per l'altra parte del box, quello di Charles Leclerc, tutto funziona. Lo conferma anche Rob Smedley, ex ingegnere della Ferrari, ha cercato di indagare il problema del simulatore all'interno del garage Ferrari. Durante un podcast, Smedley ha raccontato:

"Ho parlato con un paio di persone, ma hanno fatto spallucce. Hamilton ha detto che non aveva lavorato sul simulatore prima del Canada e che questo lo ha fatto sentire libero, perché sentiva che lo stava trascinando in una direzione che non gli piaceva. Poi ovviamente per lui ora è statisticamente vero che se non lavori sul simulatore, poi vai sul podio.”

Lewis Hamilton ha espresso insoddisfazione per la sua prestazione nel weekend di Miami, attribuendola alla configurazione del simulatore. Ha deciso di saltare la preparazione al simulatore per Montreal, ottenendo poi un secondo posto, il che ha rafforzato la sua decisione. Hamilton ha suggerito di provare l'approccio opposto confrontando le sensazioni in pista con il feedback del simulatore.

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Sezione: Ferrari / Data: Lun 01 giugno 2026 alle 09:34
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.