Lewis Hamilton si prende la responsabilità della delusione di Singapore. Il sette volte campione del mondo, protagonista di una gara condizionata da una scelta strategica sbagliata, ha chiuso al sesto posto dopo aver compromesso le possibilità di conquistare il podio. Una decisione maturata durante la Virtual Safety Car, che ha riacceso il dibattito sul rapporto tra il pilota britannico e il muretto Ferrari.

Al centro della vicenda c’è il giro 39, quando il ritiro di Lance Stroll ha imposto una neutralizzazione virtuale. Richiamato ai box per il cambio gomme, Hamilton ha mancato l’ingresso della pit-lane ed è rimasto in pista, nel tentativo di conservare la posizione su Charles Leclerc. La scelta si è rivelata controproducente: le gomme si sono degradate e il britannico ha perso terreno nel finale.

Come riportato nell’analisi firmata Jacopo D’Orsi, lo stesso Hamilton ha riconosciuto l’errore: «È una lezione dolorosa, mi assumo la piena responsabilità delle decisioni che ho preso».

Anche il team principal Frederic Vasseur ha annunciato un confronto con il pilota per evitare il ripetersi di situazioni simili.

Resta il contesto di una stagione complessa, nella quale alcune strategie Ferrari hanno già alimentato polemiche. A Singapore, però, la responsabilità della scelta è stata assunta dallo stesso Hamilton. Per Maranello, il prossimo obiettivo sarà trasformare questa delusione in una ripartenza concreta.

Sezione: Ferrari / Data: Lun 12 ottobre 2026 alle 15:33
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.