Il Gran Premio di Singapore consegna alla Ferrari una domenica dai due volti: Charles Leclerc conquista un secondo posto prezioso, mentre Lewis Hamilton spreca un’occasione importante con una scelta strategica che gli costa il podio. A Marina Bay, la vittoria va a Max Verstappen, davanti al monegasco e a un Kimi Antonelli sempre più vicino al titolo mondiale.

Nel suo articolo di oggi sul Corriere della Sera, Daniele Sparisci fotografa efficacemente il contrasto in casa Ferrari: «Quando il muretto fa le mosse giuste, Lewis si incasina da solo». Il riferimento è alla Virtual Safety Car, intervenuta al 39° giro, quando Hamilton ignora la chiamata ai box e decide di proseguire fino alla bandiera a scacchi, scivolando al sesto posto.

Una decisione pagata a caro prezzo, che lo stesso britannico riconosce: «Una lezione dolorosa, mi assumo tutte le responsabilità». Dopo le critiche rivolte al team, Hamilton ammette dunque i propri errori, compresa la scelta delle gomme medie al via.

Leclerc, invece, porta a casa il massimo possibile, pur senza riuscire a impensierire Verstappen. Per la Ferrari resta il rammarico di un podio sfumato per Hamilton e la necessità di ritrovare continuità. Il talento non basta: nelle gare decisive servono lucidità, strategia e collaborazione tra pilota e muretto.

Sezione: Ferrari / Data: Lun 12 ottobre 2026 alle 14:55
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.