La power unit Ferrari per il 2026 privilegia reattività e gestione termica rispetto alla pura potenza. Secondo Vasseur, a Maranello si è scelto un compromesso che favorisce il tempo sul giro: il motore lavora a temperature più elevate, accetta una perdita di efficienza per ridurre il carico di raffreddamento e installare radiatori più piccoli, con benefici in peso e aero. Anche il turbo più piccolo rientra in questo concetto: privilegia la pronta risposta in uscita di curva invece delle punte di velocità sui rettilinei.

Secondo quanto riportato da FormulaPassion, parte integrante della filosofia è l’FTM — il flap dietro il terminale di scarico — che migliora l’aerodinamica ma penalizza il turbo perché ostacola il flusso dei gas caldi. Perciò la bontà delle scelte non si misura solo in cavalli, ma nella competitività complessiva della SF-26, che però resta dietro alla Mercedes.

Anche i regolamenti hanno influito: l’allungamento della procedura di partenza, pensato per chi fatica a caricare il turbo, ha ridotto il vantaggio delle soluzioni Ferrari e avvantaggiato chi punta sulla potenza. Inoltre la vicenda sull’aumento del rapporto di compressione Mercedes, sfruttando un’ambiguità regolamentare, ha complicato il quadro e contribuito al gap del Cavallino, anche se l’impatto reale è difficile da quantificare.

La vera opportunità per recuperare arriverà nel 2027, quando sparirà il test di misurazione a freddo e si potrà sfruttare un rapporto di compressione più alto a temperatura ambiente, stabilizzandolo poi al limite a 16 una volta raggiunti i 130°C. Resta però fondamentale non limitarsi a questo intervento: Red Bull‑Ford sembra già avere un potenziale motore competitivo, e per salire la Ferrari dovrà rivedere concetto e sviluppo complessivo.

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Sezione: Ferrari / Data: Gio 28 maggio 2026 alle 12:12
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.