É arrivato il momento di lasciare andare l'amarezza della Ferrari e tifare Andrea Kimi Antonelli? Lo sport italiano dice basta allo sport di squadra: nazionale che salta i mondiali, una Ferrari in panne da vent'anni, sempre meglio tifare i giovani individuali, Jannik Sinner e ora anche Andrea Kimi Antonelli. Questo è il punto di Daniele Dellera sulla pagine del Corriere della Sera all'indomani della 5° vittoria consecutiva di AKA a Monaco.

"Una vita a tifare per la Ferrari e poi ritrovarsi ad applaudire un giovane nato campione chiamato Kimi: ci perdonerà la squadra di Maranello se, negli ultimi giri del Gran Premio di Montecarlo — la gara più celebre al mondo — non solo abbiamo esultato per Kimi Antonelli, ma abbiamo persino temuto che potesse commettere un errore? Si tratta di una scelta tra l’affetto per la Ferrari e l’ammirazione per un pilota italiano che, al volante di una vettura tedesca, sta battendo a 19 anni i più titolati della Formula 1, Hamilton incluso con i suoi sette titoli mondiali.

Il talento bolognese mette in crisi anche i tifosi più patriottici e fedeli alla Rossa. Per anni la Ferrari è stata maestra nel costruire vetture da mondiale; nelle ultime stagioni, però, ha spesso assistito gli avversari vincere. Questa volta, invece, è lecito festeggiare un ragazzo di grande talento: un paradosso che sovverte ogni logica. A Montecarlo molti italiani hanno tifato anche per la Mercedes, perché Antonelli ha riacceso non solo i motori, ma le speranze di chi non sentiva l’inno di Mameli a Montecarlo dai tempi di Jarno Trulli nel 2004 — e prima ancora Riccardo Patrese nel 1982.

Se continuerà su questa scia, e non ci sono motivi per dubitarne, Antonelli potrà ambire al titolo mondiale: un traguardo che per l’Italia non si raggiunge da Alberto Ascari nel 1953. I tifosi desiderano emozioni e vittorie; Charles Leclerc, peraltro, si trova spesso invischiato in difficoltà e talvolta sembra persino aver sbagliato a rinnovare il contratto con la Ferrari. Ciò che conta agli appassionati è lo stupore che nasce da chi vince, emoziona e offre spettacolo.

Antonelli ha dominato la gara, vedendo poi evaporare un vantaggio di venti secondi solo per l’invenzione di una seconda partenza. L’allievo ha dato una lezione al maestro — Lewis Hamilton — ed è in quel momento che la nostra fedeltà ha vacillato.

Nessun rischio di offendere la sacralità della Ferrari: fino a quando la squadra non correggerà i suoi limiti tecnici e non tornerà a presentare una vettura degna di lottare per il titolo, la simpatia verso Antonelli rimarrà comprensibile. Il giovane talento suscita fascino: solleva il morale degli appassionati e, se necessario, può essere applaudito anche con un «Forza Kimi» in tedesco. Il sentimento patriottico si riaccende quando lo si ascolta parlare con l’accento bolognese. Kimi ha già invitato a cessare i paragoni con altri atleti, come Sinner; è sensato accogliere il suo invito.

Nel frattempo lo sport italiano si gode i suoi campioni, con la speranza di vedere in futuro altri nomi italiani emergere ai vertici mondiali. Quanto alla Ferrari, nessun processo: la riconciliazione con i tifosi arriverà quando la squadra avrà di nuovo una macchina competitiva per il mondiale."

Sezione: News / Data: Lun 08 giugno 2026 alle 13:38
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.