Il dominio che ha caratterizzato l'era precedente sembra ormai un lontano ricordo per la Red Bull, che in questo avvio di 2026 si ritrova a rincorrere con affanno. La tappa di Shanghai ha messo a nudo tutte le fragilità della RB22, una vettura che non riesce a sprigionare il potenziale necessario per impensierire la Ferrari di Lewis Hamilton o le rinate Mercedes. Nonostante il talento cristallino di Max Verstappen, la scuderia di Milton Keynes, ora orfana di Christian Horner e guidata da Laurent Mekies, sta affrontando la sfida tecnica più difficile della sua storia recente, con problemi che spaziano dall'efficienza della power unit alla stabilità aerodinamica.

Il deficit della power unit Red Bull-Ford

Il cuore del problema risiede nel nuovo progetto motoristico nato dalla collaborazione con Ford. Le nuove regole F1 2026 impongono una ripartizione equa tra potenza termica ed elettrica, e proprio in questa transizione la Red Bull sembra aver perso il vantaggio competitivo. La RB22 soffre di un cronico deficit di ricarica delle batterie nei tratti rettilinei, costringendo i piloti a gestire l'energia molto prima degli avversari. La scuderi anglo-austriaca si trova in una posizione in cui non riesce a sfruttare appieno la componente elettrica quando serve davvero. Non è una questione di potenza pura, ma di come il sistema recupera e distribuisce l'energia lungo l'intero giro. Attualmente, rispetto ai concorrenti diretti, sono costretti a un lavoro di gestione che penalizza drasticamente la velocità massima e li rende vulnerabili nei sorpassi . Questa carenza si traduce in una perdita di tempo costante che nemmeno l'abilità di Verstappen riesce a compensare totalmente.

Instabilità aerodinamica e il fattore Mekies

Oltre ai problemi sotto il cofano, la RB22 ha mostrato un comportamento imprevedibile nelle curve ad alta velocità di Shanghai. La transizione verso i nuovi regolamenti aerodinamici attivi non è stata indolore: il bilanciamento della vettura muta drasticamente tra le fasi di DRS aperto e chiuso, rendendo la guida un esercizio di equilibrismo estremo per Max e il giovane Hadjar. "La macchina non trasmette la fiducia necessaria per spingere al limite in ogni settore della pista. C'è un'instabilità di fondo che stiamo cercando di correggere, ma ogni modifica sembra spostare il problema da un'altra parte. Dobbiamo ritrovare quella coesione tecnica che ci ha reso imbattibili in passato, ma con le nuove regole siamo ripartiti quasi da zero e la strada della risalita è più ripida del previsto" ha ammesso un Max Verstappen visibilmente frustrato dopo il GP di Cina. Sotto la nuova direzione di Laurent Mekies, il team sta cercando di riorganizzare i flussi di lavoro, ma la concorrenza di Audi, Cadillac e dei motoristi storici non lascia spazio a distrazioni nella f1 oggi.

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Sezione: News / Data: Lun 16 marzo 2026 alle 16:57
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.