La guerra in Medio Oriente continua a proiettare ombre lunghe sul pianeta, e la Formula 1 non è immune. Già due rinvii in questa prima parte di stagione – Bahrain e Arabia Saudita – hanno stravolto il calendario, con i due promoter che ora lottano per recuperare i weekend persi. Ma lo scenario attuale non promette nulla di buono: Azerbaijan, Qatar e Abu Dhabi incombono nella fase finale del campionato, esposti a ulteriori incertezze.

Nella migliore delle ipotesi, la F1 completerà le 24 gare previste. Nel peggiore, si potrebbe scendere a soli 19 Gran Premi, un'amputazione drastica per il circus. Dietro le quinte, Liberty Media e la FIA stanno già abbozzando un "piano B" per il Mondiale 2026, con soluzioni alternative che preservino l'essenza della stagione senza snaturarla.

Si parla di circuiti di riserva in Europa o Asia, doppia manche in venue consolidate come Monza o Spa, o persino wild card per piste inedite. L'obiettivo? Mantenere 22-24 eventi, bilanciare logistica e appeal globale. Intanto, i team spingono per chiarezza: ogni Gran Premio perso è un danno economico milionario. Il 2026 si annuncia teso sul fronte prestazionale, ma la geopolitica potrebbe ridisegnare la mappa iridata.

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Sezione: News / Data: Gio 30 aprile 2026 alle 08:41
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.