Il debutto del Gran Premio di Miami segna un momento di parziale ricalibrazione per le normative tecniche del 2026. A spiegare nel dettaglio l'impatto di questi aggiustamenti è Carlo Bussi, esperto del reparto power unit della Scuderia Ferrari. L'ingegnere di Maranello ha sottolineato come il nuovo impianto regolamentare rappresenti uno stravolgimento enorme per la categoria, una complessità amplificata dall'assenza della storica MGU-H e dal peso sempre più dominante della trazione elettrica nelle fasi di scarica e ricarica.

Dopo aver raccolto i dati dei primissimi appuntamenti stagionali, la Federazione ha deciso di intervenire per perfezionare le aree più critiche. Sul fronte della qualifica, l'energia totale a disposizione è stata leggermente ridotta, compensata però da un incremento della ricarica automatica in rettilineo. Una soluzione pensata appositamente per limitare la necessità di alzare il piede prima della staccata e per snellire la procedura di lancio, offrendo ai piloti una risposta dell'ibrido molto più prevedibile. Sul fronte della corsa pura, gli interventi hanno mirato a innalzare i livelli di sicurezza: la spinta della MGU-K potrà ora essere sfruttata anche a bassissime velocità per aiutare le vetture in crisi di trazione al via, mentre la potenza elettrica sarà limitata in zone sensibili come curve cieche o tratti ad alta forza G laterale, prevenendo così differenze di velocità potenzialmente pericolose tra chi sorpassa e chi si difende.

Spostando l'analisi sulle caratteristiche specifiche del circuito statunitense, Bussi ha descritto un tracciato mediamente severo per i sistemi di recupero di questa nuova era della Formula 1. La sfida tecnica principale è concentrata nel settore compreso tra la curva 7 e la 17. In questa specifica sezione, i lunghi rettifili tendono a svuotare rapidamente gli accumulatori offrendo chiare occasioni di attacco, ma le curve lente intermedie rendono complessa la rigenerazione e stressano particolarmente il turbocompressore, che non gode più del supporto elettrico. A complicare ulteriormente il quadro tecnico saranno le alte temperature e i tassi di umidità tipici della Florida, che costringeranno i team a un lavoro certosino sull'efficienza dei sistemi di raffreddamento.

Sezione: Ferrari / Data: Mer 29 aprile 2026 alle 17:54
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate