Il venerdì di Melbourne si chiude con indicazioni contrastanti che accendono il dibattito nel paddock. Mentre il cronometro premia la velocità pura in configurazione da qualifica di Oscar Piastri, è l'analisi dei passi gara a spostare l'ago della bilancia verso Brackley. La Mercedes, dopo i segnali incoraggianti mostrati all'esordio stagionale, sembra aver trovato un ritmo insostenibile per la concorrenza quando i serbatoi si riempiono, mettendo pressione a una Ferrari apparsa leggermente più nervosa del solito tra i cordoli dell'Albert Park.

Analisi tecnica: il gap tra Ferrari e Mercedes

La forbice cronometrica tra i primi è minima, ma il lavoro di rifinitura che attende Maranello è consistente. Marc Gené ha sottolineato come il distacco attuale non sia affatto proibitivo, a patto di intervenire chirurgicamente sui punti deboli emersi in queste FP2. "Parliamo di appena tre decimi di secondo, un margine che si può tranquillamente colmare nell'arco del fine settimana. La chiave risiede in un setup più efficace e in una gestione migliore dell'erogazione elettrica. Abbiamo visto un Charles Leclerc non del tutto a suo agio, protagonista di diversi passaggi sull'erba, ma il potenziale di crescita è generale, anche se la Mercedes parte con i favori del pronostico" ha spiegato l'esperto della scuderia italiana. La sensazione è che la SF-24 abbia ancora del potenziale inespresso, legato soprattutto alla stabilità del posteriore nelle zone più veloci del tracciato australiano.

Il verdetto della pista sul passo gara

Se il giro secco resta un rebus di difficile interpretazione a causa delle diverse mappature motore utilizzate, la simulazione di GP ha parlato chiaro. Secondo Matteo Bobbi, la W17 di George Russell ha mostrato una superiorità imbarazzante nel long run, confermando le doti già intraviste a Sakhir. "Le frecce d'argento restano le candidate principali per il successo. La prova di forza è arrivata quando le vetture hanno caricato benzina: Russell ha tenuto un ritmo che nessuno è stato in grado di pareggiare. Se sulla prestazione pura regna l'incertezza dovuta ai diversi utilizzi della potenza elettrica, sulla distanza la Mercedes ha ribadito quanto di buono avevamo già osservato in Bahrain" ha analizzato l'ex pilota. Per la Ferrari sarà dunque fondamentale trovare quella costanza che oggi è mancata, cercando di limitare lo strapotere tedesco nella gestione degli pneumatici.

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Sezione: News / Data: Ven 06 marzo 2026 alle 07:20
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.