Andrea Kimi Antonelli ha conquistato anche Montecarlo, firmando la sua quinta vittoria consecutiva, anch'essa incredibile. In una gara piena di imprevisti il talento bolognese ha dimostrato ancora una freddezza da veterano, interrompendo un digiuno italiano che, nel Principato, durava da ventidue anni.
Una stella che non ha intenzione di fermarsi

Kimi sta compiendo un'impresa eccezionale, ad evidenziarlo è una delle firme più autorevoli nel racconto dell'automobilismo italiano: Leo Turrini. Lo storico giornalista sportivo ha confessato il suo stupore in merito al giovanissimo pilota:
"di fronte alle magie in pista di Antonelli, il nostro personale Harry Potter, non posso che arrendermi. Seguo le corse da tantissimo tempo, eppure oggi mi trovo in seria difficoltà nel trovare nuovi termini per descrivere quello che fa".

Il legame con il mito e la gestione della pressione: un trionfo carico di simbolismo

Vincere a Monaco ventidue anni dopo l'ultima firma italiana (Jarno Trulli nel 2004), proietta Antonelli in una dimensione speciale. A rendere l'atmosfera ancora più suggestiva c'è il 12 stampato sulla scocca della sua monoposto, lo stesso che accompagnò le leggendarie imprese di Ayrton Senna.
Una pressione enorme che non schiaccia il talento emiliano, capace di rimanere concentrato nonostante le interruzioni e i continui colpi di scena che hanno caratterizzato la corsa. Un aspetto che ha impressionato profondamente Turrini, il quale ha voluto sottolineare la forza mentale del ragazzo:
"il fine settimana di Monaco si è trasformato in un labirinto di eventi caotici e complessi, ma questo giovane pilota non ha mostrato la minima esitazione, correndo con una calma incredibile".

Nel paddock non mancano mai le voci pronte a ridimensionare i meriti del pilota, attribuendo i successi esclusivamente alla superiorità tecnica della vettura. Si tratta di un argomento debole che viene smontato proprio analizzando la storia di questo sport. Per vincere cinque gare di fila serve un feeling fuori dal comune nel saper sfruttare al cento per cento il potenziale a disposizione.
Turrini ha voluto fare chiarezza proprio su questo punto, tracciando un parallelismo con i più grandi campioni dell'automobilismo moderno:
"ci tengo a sottolineare che fenomeni assoluti come Verstappen, Schumacher o lo stesso Senna hanno costruito i propri trionfi guidando la macchina più forte del lotto. Saper dominare disponendo del mezzo migliore è proprio il tratto distintivo che rende unici i veri fuoriclasse".
Saper gestire una macchina vincente senza commettere errori è il vero spartiacque tra un buon pilota e un potenziale campione del mondo.

L'eccezionalità di questa impresa si riflette anche nel confronto interno in casa Mercedes, dove George Russell sta subendo pesantemente il confronto con il giovane fenomeno. Turrini evidenzia la crisi dell'inglese senza troppi giri di parole: "<i>Il compagno di scuderia di questo incredibile talento sta attraversando un momento di enorme difficoltà, incassando una sfilza impressionante di batoste</i>". Con questo successo, il pilota bolognese riaccende una speranza tricolore che manca dal lontano 1953, anno dell'ultimo mondiale piloti vinto da un italiano. Sullo sfondo resta una Ferrari in crisi d'identità, con un ritrovato Lewis Hamilton che mette pressione a un nervoso Charles Leclerc, complice anche una gestione strategica rivedibile da parte del muretto. Lo storico giornalista ha infatti criticato la scelta della rossa durante la corsa: "<i>Ho giudicato del tutto priva di logica la decisione della squadra di gestire la sosta ai box in contemporanea per il baronetto e per Carletto</i>", sottolineando che la vittoria di Antonelli resta indiscutibile, mentre Maranello deve ancora compiere il definitivo salto di qualità per contrastare lo strapotere Mercedes.

L'eccezionalità di questa impresa si riflette anche nel confronto interno in casa Mercedes, dove George Russell sta subendo il confronto con il giovane fenomeno. Turrini evidenzia la crisi dell'inglese senza troppi giri di parole: "<i>Il compagno di scuderia di questo incredibile talento sta attraversando un momento di enorme difficoltà, incassando una sfilza impressionante di batoste</i>". Con questo successo, il pilota bolognese riaccende una speranza tricolore che manca dal lontano 1953, anno dell'ultimo mondiale piloti vinto da un italiano.
Sullo sfondo resta una Ferrari in crisi d'identità, con un ritrovato Lewis Hamilton che mette pressione a un nervoso Charles Leclerc, complice anche una gestione strategica rivedibile da parte del muretto. Lo storico giornalista ha infatti criticato la scelta della rossa durante la corsa:
"<i>Ho giudicato del tutto priva di logica la decisione della squadra di gestire la sosta ai box in contemporanea per il baronetto e per Carletto</i>", sottolineando che la vittoria di Antonelli resta indiscutibile, mentre Maranello deve ancora compiere il definitivo salto di qualità per contrastare lo strapotere Mercedes.

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Sezione: News / Data: Lun 08 giugno 2026 alle 11:15
Riccardo Ciadini / Twitter: @ciadinino
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Riccardo Ciadini
autore
Classe 2004, Riccardo concilia l’indole per la scrittura ed il video-making all’amore per il cinema e il teatro. Studente di teatro e cinema, lavora nel sociale e passa il tempo libero a scrivere sceneggiature per spettacoli e cortometraggi indipendenti. Nel 2006 esce il classico Pixar Cars e nasce la sua fissazione per il mondo delle corse