La McLaren si presenta al Gran Premio del Messico con una modifica alla MCL40, studiata per affrontare le particolari condizioni ambientali dell'Autódromo Hermanos Rodríguez. Dopo il pacchetto aerodinamico introdotto ad Austin, la squadra di Woking concentra questa volta l'attenzione sul raffreddamento della power unit, intervenendo sulle aperture di ventilazione presenti nella parte superiore delle pance. Le cooling louvres sono state ampliate, estese verso l'anteriore e ridisegnate per favorire lo smaltimento del calore. Un aggiornamento specifico per il circuito messicano, dove l'altitudine superiore ai 2.200 metri rende il raffreddamento uno degli aspetti più delicati dell'intero fine settimana. La sfida per gli ingegneri sarà garantire temperature di funzionamento adeguate senza compromettere eccessivamente l'efficienza aerodinamica della monoposto.

McLaren, nuove aperture sulle pance per raffreddare la power unit

La modifica riguarda le feritoie attraverso le quali viene evacuata parte dell'aria calda proveniente dai sistemi di raffreddamento della monoposto. McLaren ha aumentato l'estensione delle aperture e ne ha modificato la geometria, prolungandole verso la zona anteriore della carrozzeria. L'intervento permette di ampliare la capacità di smaltimento del calore, un'esigenza particolarmente importante per il funzionamento della power unit Mercedes utilizzata dalla MCL40. Il problema nasce dalla minore densità dell'aria presente a Città del Messico: a parità di volume, attraverso i radiatori passa una massa d'aria inferiore rispetto a quanto avviene sui circuiti situati vicino al livello del mare. Diventa quindi più difficile mantenere sotto controllo le temperature dei componenti, soprattutto durante gli stint più lunghi e nelle fasi trascorse alle spalle di altre monoposto. Aprire maggiormente la carrozzeria favorisce l'evacuazione dell'aria calda e permette di aumentare il margine disponibile nella gestione termica. Non è però una modifica priva di conseguenze. Le aperture di raffreddamento interferiscono con i flussi che percorrono le superfici esterne della vettura e possono aumentare la resistenza aerodinamica, influenzando anche il rendimento della zona posteriore. Il lavoro degli ingegneri consiste proprio nel trovare il compromesso fra capacità di raffreddamento e prestazione, evitando di sacrificare velocità oltre quanto strettamente necessario.

Sezione: News / Data: Ven 30 ottobre 2026 alle 18:35
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
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Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate