Carlos Miquel, ospite del podcast Cortito y al pie, ha definito Kimi Antonelli come un “aspirante a essere un altro Sebastian Vettel”, sottolineando che per diventare un vero megacrack deve imparare a non dare per sempre retta alla squadra.

Miquel insiste che Antonelli “deve fare meno caso a quello che gli dice Mercedes”. Secondo l’analista, la squadra lo induce a problemi di gestione della gomma: avrebbe potuto vincere senza spingere al massimo, ma obbedendo alle indicazioni di Marino ha limitato il proprio potenziale.

“Sembra incredibile che qualcuno che ha vinto 5 gare di fila abbia solo 25 punti di vantaggio”, ha notato Miquel. La classifica, pur indicando Antonelli come il miglior pilota del mondo, non lo rende automaticamente il più grande: il vero crack deve saper gestire la pressione e i momenti critici senza dipendere totalmente dai comandi radio.

Miquel racconta un episodo di un giovane Fernando Alonso, 21 anni, in Giappone: “Avevo 300 giri in più, ma non mi fidavo che il motore si rompesse”. Alonso, nonostante le indicazioni di squadra, ha deciso di non ascoltare e di mantenere il ritmo. Questo tipo di autonomia, secondo Miquel, è ciò che separa il megacrack dall’“aspirante a essere Vettel”, come ha definito Antonelli.

Miquel aggiunge che Russell, in alcune parti del circuito, perde 6 km/h e, in altre, 3 km/h. Con i suoi problemi a Barcellona e Monaco, si percepisce un certo “aroma di favoritismo verso un ragazzo che a me ricorda molto (McLaren) 2007”. Il riferimento è al possibile supporto interno di McLaren verso un giovane pilota, come nel caso di Fernando Alonso nel 2007.

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Sezione: News / Data: Gio 09 luglio 2026 alle 09:56
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.